Sara Taricani

Portami il girasole ch'io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Una bella lettera al Servizio Clienti Carrefour…?

Postato il | Settembre 15, 2008 | 5 Commenti

servizioclienti@carrefour.com

Fonte: milo ci riprova

UPDATE: Manfrys pubblica la risposta che Carrefour ha mandato in serie a tutti coloro che hanno protestato via mail. Trattasi di “singolo sfortunato episodio“, sapevàtelo.

Uniti contro la discriminazione

Postato il | Settembre 14, 2008 | 20 Commenti

Di seguito l’esperienza di una mamma blogger. Sembra che alcuni dipendenti del Carrefour di Assago abbiano dato il peggio di sè con atteggiamenti gravemente intolleranti e discriminatori nei riguardi del suo bimbo autistico di 4 anni. Divulgate questa storia affinchè quanta più gente sappia e Carrefour non possa fare finta di niente.

Rispetto e Responsabilità.

Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara  e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco   Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.

Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:

-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.

Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.

Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

Firma.

UPDATE: La solidarietà si sta già facendo vedere…

UPDATE del 15/09: Manfrys segnala che la notizia è arrivata su Google News.

Il mio Non si può

Postato il | Settembre 10, 2008 | 27 Commenti

Dopo aver visto, e naturalmente molto gradito, su Ballarò una donna alla direzione dell’Unità (Concita De Gregorio) e un’altra presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria (Federica Guidi) mi sono ammorbidita a tal punto da decidere di guardare qualche minuto di Miss Italia.

Io ho tentato ma, seriamente, non si può vedere una cosa del genere, non si può sopportare che nel momento del televoto la prima inquadratura in assoluto delle singole ragazze sia il culo. E poi le tette e poi fugacemente in dissolvenza il viso. Non si può.

E lo so che, dato che l’evento si protrae per tutta la settimana, queste righe istintive si perderanno presto nel mare magnum di post fustigatori e ben articolati, però questo è il mio personalissimo (e incontenibile) Non si può.

Per tutto il resto c’è internet

Postato il | Settembre 5, 2008 | 13 Commenti

Passare un’oretta piacevole con tua madre su internet ridendo dei fotomontaggi di Yearbook Yourself : 19 euro circa al mese con Alice.

Far credere per una ventina di secondi a tuo padre che è esistita davvero un’eroica femminista che nel 1968 aveva la tua faccia: non ha prezzo.

Aria di sperimentazione

Postato il | Settembre 5, 2008 | 9 Commenti

Grazie alla segnalazione di un amico ho scoperto Realcounter, un servizio online gratuito che assicura un monitoraggio completo e professionale degli accessi ai propri siti.

La piattaforma di statistiche può definirsi davvero a prova di utente, nel senso che la configurazione del contatore e delle varie opzioni è talmente semplice che anche i più profani potranno muoversi agevolmente. L’usabilità del servizio si sposa perfettamente con la qualità delle informazioni, relativamente al monitoraggio, che appaiono subito precise e curate nei dettagli.

Io mi sono fatta conquistare, anche perchè, ammetto, sono un po’ in rotta con Analytics (a parte che trovo certe sezioni troppo astruse, non ho ancora capito se è vera la storia che non conteggia le visite da Live Search) quindi lo tradisco di buon grado.

E voi che fate? Sperimentate?

Yes I know my way

Postato il | Settembre 4, 2008 | 4 Commenti

… ma nun’ è addò m’aie purtato tu… ;)

Ho trovato questo video per caso, devo dire che merita davvero di essere postato.

E poi mi sembra ironicamente azzeccato per inagurare l’autunno impegnativo che sta per avvicinarsi.

… ma po’ chi mm’o ffa’ fa…

« go backkeep looking »