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Quali tempi?

Gran parte dei lettori sapranno che una folta rappresentanza di blogosfera si è mobilitata in modo massiccio a difesa di Sergio Sarnari. La storia segue questo canovaccio: lamentela di disservizi – indicizzazione solerte di google – denuncia per diffamazione.
E, nonostante più volte, molti di noi abbiano osservato come la blogosfera sia sempre più egocentrica e superficiale, quando è in pericolo la libertà di espressione il placido e variopinto fondale marino si risveglia provocando degli tsunami travolgenti.
Ad oggi si può dire che l’immagine dell’azienda in questione stia franando inesorabilmente, tuttavia tutti noi siamo preoccupati per quello che succederà.
Il caro Alan ieri sera, sicuro che su internet non ci sarà mai censura, mi ha linkato un episodio che ha fatto storia.
Marco, a sua volta, ha scritto una lettera più che civile per convincere il querelante a fare un passo indietro e ha raccolto già un centinaio di firme. Incluso la mia, naturalmente.
Delle tante reazioni una delle più forti viene da Darkmavis che ha chiuso il blog per protesta. Ha fatto bene o ha fatto male, fatto sta che è sintomatico di un turbamento che è anche il mio.

Non so più dire se questi siano tempi di evoluzione o di transizione o di involuzione.

Beyond the mirror

Leopardi ha cercato di convincerci dell’insensatezza dolorosa della vita umana,ma mai come oggi posso dirmi soddisfatta di essere qui, VIVA, in questo momento, con le mani strette in cerchio insieme a tanta gente. Un anno fa una persona a me molto cara mi disse che l’unico modo per superare i miei problemi era quello di stringermi in cerchio con tutte le donne e “strumentalizzare” il mio immenso dolore affinché ne sorgesse qualcosa di buono per tutte. Oggi posso dire di essermi stretta in quel cerchio e di aver fatto qualcosa di utile. Ho girovagato mezza Bari su un tacco 10 così, giusto per dimostrare che si può essere donne al 100% anche distribuendo una manciata di volantini a chi capitava e cercando consensi per questa giusta causa che spero con tutta me stessa vada in porto! Ho incontrato una mia cara amica anzi due cari vecchi amici a cui ho voluto e voglio molto bene e mi ha rincuorato sapere che anche loro, nonostante il tempo e le intemperie ci tengano ancora a me. GRAZIE! Di una giornata come questa ne ho sentito il bisogno davvero da molto tempo e finalmente ho avuto la predisposizione d’animo giusta affinché ne potessi assaporare ogni aspetto senza tralasciare niente. MI SENTO REALIZZATA:CHE BELLO !MAI UNA GIORNATA è STATA TANTO SENSATA E a ME LE COSE SENSATE PIACCIONO DA MORIRE.

Roberta è stata la prima che ha proposto una sensibilizzazione decentrata, nell’ateneo che frequenta e per le strade. Ha coinvolto le associazioni studentesche e sta preparando una conferenza a cui sono stati concordati crediti formativi.

Dietro lo specchio esiste una collettività che non sa nulla. Anche se si ritiene informata. C’è quindi molto da scrivere, ma anche molto da parlare.

A proposito di scrivere, non posso non riportare una parte dell’intervista a Mara Carfagna comparsa ieri su Repubblica.

Per le donne presenterò venerdì in consiglio la proposta di legge sullo stalking, perché le molestie insistenti sono spesso il passo che precede le aggressioni, mentre per i fondi tagliati contro la violenza sulle donne il mio ministero ha altre somme da destinargli.

Quest’affermazione era più che degna di attenzione, ma la giornalista invece di chiedere il quando e il quanto di queste somme ha glissato, planando sulla questione degli omosessuali.

E se glielo chiedessimo noi? Vogliamo preparare una lettera? Sì lo so che sono state già diffuse lettere aperte, interrogazioni parlamentari ecc. ma perché non le scriviamo anche noi, dal basso della piramide? Non sarebbe segno di un’attiva partecipazione nelle dinamiche dell’informazione oltre che della vita sociale?

Fatemi sapere. Mandatemi suggerimenti, domande, riflessioni e io elaboro qualcosa.

Taglio vergognoso: extra

Qui potete scaricare il banner nella dimensione che preferite ;-)

Taglio vergognoso: countdown

No al taglio vergognoso

È iniziato un countdown inesorabile e irresistibile: per la fine della settimana prossima abbiamo programmato di far partire il blog.
Si tratterà di uno spazio aperto che nasce dalla protesta contro il taglio vergognoso e ambisce a dar vita ad una ricca riflessione sulla dignità della donna nutrendosi di un confronto costruttivo con i lettori. Sarà per noi tutti un luogo di incontro e di condivisione delle risorse, un avamposto fatto di informazione, esperienza di vita, supporto ad ogni causa collaterale sociale.
La nostra scommessa è che tante coscienze attente ed attive possano in definitiva contribuire concretamente a migliorare un po’ i meccanismi estranianti di questa società.

Taglio vergognoso: lettera aperta a Mara Carfagna

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, che accoglie al proprio interno la maggior parte delle associazioni di donne e dei servizi italiani rivolti alle donne vittime di violenza, esprime sconcerto e preoccupazione per le scelte operate dal Governo in tema di violenza di genere verso le donne e scrive una lettera aperta a Mara Carfagna.

La rete dei Centri aveva sollecitato in più occasioni la definizione di un Piano di azione nazionale contro la violenza alle donne quale strumento principale per mettere a punto azioni di sistema per garantire un efficace intervento di prevenzione e contrasto in area culturale, sanitaria, sociale e di protezione, e sia per sostenere le attività svolte dai centri stessi.
Avevamo plaudito la decisione di creare, da parte del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità un fondo nazionale per l’anno 2008 così da avviare la sperimentazione di un Piano di azione contro la violenza, uniformando così l’Italia agli standard attuati negli altri stati europei.

Leggiamo con preoccupazione le affermazioni del nuovo Ministro in tema di analisi del fenomeno (lettera a La Repubblica), e rileviamo che in quella stessa lettera si esprime la volontà di rivedere, ripensare e rafforzare i centri antiviolenza.
I dati e la lettura del fenomeno che emerge in qualsiasi indagine e documento internazionale, contrasta con l’interpretazione del nuovo Ministro.
La violenza verso le donne avviene (come rilevato in tutte le indagini nazionali ed internazionali) nelle relazioni di intimità, nelle famiglie, e l’imposizione dell’affido condiviso nei casi di violenza domestica serve solo ad innalzare il rischio di pericolosità per le madri e per i figli.

Pur condividendo con il Ministro il diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la loro separazione, l’attuale legge sull’affido condiviso ci appare caratterizzata da una pericolosa semplificazione in quanto impone un unico modello di affidamento per tutte le separazioni.

Vorremmo anche precisare che non sono le separazioni che causano la violenza, bensì avviene esattamente il contrario. L’affermazione di libertà femminile acuisce la violenza, ma non si può certo chiedere alle donne di rinunziare alla propria affermazione per evitare la violenza, sarebbe certo una richiesta impropria, che carica la “vittima” della responsabilità dell’aggressione e che non va verso relazioni tra sessi improntate alla reciprocità ed alle pari opportunità di genere.

Rileviamo che sono stati “tagliati” i fondi destinati al Piano di azione Nazionale. Chiediamo che venga rivista tale decisione affinché le parole di indignazione espresse dai politici in occasione delle morti delle donne a causa di violenza, non siano parole vuote.

La violenza verso le donne è un fenomeno che non si può cancellare con le dichiarazioni, ma con azioni concrete ed adeguate. Per farlo serve un finanziamento nazionale altrettanto concreto ed adeguato, che permetta lo sviluppo di azioni di sistema ed il rafforzamento dei luoghi di accoglienza delle vittime.

Vorremo un confronto aperto sul tema e chiediamo che venga ripristinato il fondo, così da avviare il piano di azione nazionale, sul quale chiediamo di essere coinvolte per un reale processo di concertazione sugli obiettivi da raggiungere per il 2008.

8 giugno 2008

Via: Il paese delle donne online

Taglio vergognoso: progetti

Non crediamo tanto nella protesta_meme di 24h, per questo stiamo cercando di organizzare una resistenza a lungo termine con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica che vive la Rete. Il grado di civiltà del nostro Paese si misura anche dal livello di consapevolezza che ognuno di noi mantiene vivo nel suo piccolo. Più spesso di quanto non crediamo le donne chiedono aiuto, per questo motivo non possiamo chiudere gli occhi all’eventualità che non ci sia più rifugio per le loro menti e i loro corpi tormentati.
Ci siamo mobilitate su vari fronti:

Mariela ha creato un gruppo su Facebook a cui puoi unirti.

Inoltre esiste un Tumblr in cui organizzeremo il materiale: foto, video, interviste, dichiarazioni, tutto quello che può essere utile per fare una corretta informazione.

Nel futuro prossimo vorremmo anche inaugurare un blog a tema, in modo da coinvolgere una fetta più ampia dell’utenza che naviga in Rete, che magari non conosce gli strumenti 2.0.

A breve disegnerò un bannerino da mettere nei propri siti.

Quello che intanto puoi fare, se ti va, è iniziare a parlarne, usando il tag: taglio vergognoso.
Se vuoi partecipare attivamente alla segnalazione di risorse utili o alle iniziative da attuare ne saremo più che felici. Tutte.