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	<title>Sara Taricani &#187; Per caso</title>
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	<description>Portami il girasole ch'io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino...</description>
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		<title>Prendila così</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 19:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le cose che mi colpiscono delle dinamiche relazionali su Facebook c’è la trasposizione di quel fenomeno straniante tipico di un’interruzione affettiva. 
Può capitare, infatti, che due persone, una volta interrotto il legame che li univa, si allontanino l’uno dall’altra per gestire nuovi inizi.
E allora si crea una particolare similitudine. Così come navigando tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le cose che mi colpiscono delle dinamiche relazionali su Facebook c’è la trasposizione di quel fenomeno straniante tipico di un’interruzione affettiva. </p>
<p>Può capitare, infatti, che due persone, una volta interrotto il legame che li univa, si allontanino l’uno dall’altra per gestire nuovi inizi.</p>
<p>E allora si crea una particolare similitudine. Così come navigando tra i profili conosciuti si nota un avatar mancante tra le amicizie in comune, un piccolo vuoto in mezzo a cumuli di amicizie e di flussi di attività, allo stesso modo entrando in un locale si nota una certa assenza oppure si notano presenze che orbitano ognuna per conto proprio, in un’indifferenza indotta da fratture invisibili, eppure tangibili.</p>
<p>Ma guarda, e pensare che erano così affiatati e adesso non sono neanche amici. Un po’ come dire, Ma guarda stanno lì vicino e si evitano. Non sanno più niente dell’altro. Come cambiano le cose.</p>
<p>E insomma, mi incuriosisce questa proiezione virtuale di connessioni spezzate. Ci leggo il segno di una costante imprevedibile, una possente transitorietà. Ma anche di un accidente, selvaggiamente superiore, a forma di elastico che avvicina e allontana. </p>
<p>Nient’altro che la vita, in realtà, condensata in una paginetta, approssimativamente pastorizzata dalle opzioni di privacy, con tante faccine ordinate da una parte e i propri interessi elencati dall’altra.  </p>

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		<title>La quisquilia</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 18:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per caso]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni interpersonali]]></category>
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		<description><![CDATA[Dall’esterno, chissà perché, è tutto più nitido.
E allora, pare semplice, anzi proprio una quisquilia.
Eppure, il dialogo è l’alfa e l’omega di tutte le relazioni che intrecci. Puoi essere scaltro quanto vuoi per riuscire a stanare gli indizi di qualche presunta colpa, specialmente se usi la tecnologia per spiare o violare account o anche per scandagliare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’esterno, chissà perché, è tutto più nitido.</p>
<p>E allora, pare semplice, anzi proprio una quisquilia.</p>
<p>Eppure, il dialogo è l’alfa e l’omega di tutte le relazioni che intrecci. Puoi essere scaltro quanto vuoi per riuscire a stanare gli indizi di qualche presunta colpa, specialmente se usi la tecnologia per spiare o violare account o anche per scandagliare la cronologia della navigazione o delle chat, ma la vera chiave di tutto, sempre, è il dialogo.</p>
<p>Quindi non ti auguro, se hai dei sospetti, di riuscire a strappare qualche brandello di verità. Ti auguro un lungo dialogo, invece, per capire cosa va e cosa non va. Perché spesso i brandelli strappati sono una vittoria di Pirro, imbarazzanti nella loro inutilità.</p>

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		<title>Il modello che non ti aspetti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 23:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per caso]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Per caso, spulciando nella cartella dei messaggi del mio vecchio cellulare, ho trovato ben 11 modelli di sms preconfezionati, di cui non mi ero mai accorta.
Metti che sei di fretta, hai solo pochi secondi per avvertire qualcuno, sei impegnato in altro nel frattempo, insomma le possibilità sono tante per avere bisogno di un testo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per caso, spulciando nella cartella dei messaggi del mio vecchio cellulare, ho trovato ben 11 modelli di sms preconfezionati, di cui non mi ero mai accorta.</p>
<p>Metti che sei di fretta, hai solo pochi secondi per avvertire qualcuno, sei impegnato in altro nel frattempo, insomma le possibilità sono tante per avere bisogno di un testo a portata d’invio, facilmente personalizzabile.</p>
<p>Così, se magari alcuni si mostrano decisamente funzionali nella loro laconicità ( “<em>Sono in ritardo. Arriverò alle</em>”, “<em>Sono in riunione, chiamami alle</em>”, “<em>Adesso sono impegnato. Richiamerò più tardi</em>.”), altri mi rendono abbastanza perplessa (“<em>Auguri!</em>”, “<em>Grazie!</em>”) o semplicemente mi sembrano un po’ sterili nel momento in cui la comunicazione via sms si sposta sul piano più personale e se vogliamo, emotivo.</p>
<p>(In realtà, mi sento di congetturare che la comunicazione mediata dall’uso di sms disperda sempre un po’ di calore.)</p>
<p>A proposito di piano emotivo, c’è un modello che mi ha tramortito:</p>
<p><em><strong>“Ti amo anch’io!”</strong></em></p>
<p>Il lato divertente e desolante insieme sembrerebbe proprio il punto esclamativo in dotazione, l’elemento che, connotando una certa urgenza, rende credibile agli occhi del destinatario cotanta asciuttezza. Perché tesa a esprimere una prorompente reciprocità affettiva.</p>
<p>Il “Ti amo!” non è contemplato, però ci si potrebbe pensare. Anzi, si potrebbe pensare a dei modelli un po’ più originali, anche più mordaci, volendo.</p>
<p>Ad esempio, qualcosa come:</p>
<ul>
<li>“Purtroppo è morto il gatto del cognato della vicina. Ci risentiamo presto.”</li>
</ul>
<ul>
<li>“Sono in riunione con l’estetista. Chiama alle ”</li>
</ul>
<ul>
<li>“Mi manchi così tanto che sto cercando qualcuno che ti somigli!”</li>
</ul>
<ul>
<li>“Ho dovuto fare da testimone per un maxi tamponamento tra 5 piccioni! Arrivo alle ”</li>
</ul>

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		<title>Aspettando il turno</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 18:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era una donna bionda sulla quarantina. Aveva uno sguardo curioso e un po’ malinconico. Gli occhi chiari truccati di grigio e le labbra di un bel rosso acceso.
Stringeva soddisfatta un paio di maglioni, vicino a me, e nel frattempo cercava di riannodarsi la sua sciarpa all’uncinetto, aspettando il turno per pagare alla cassa.
Era un po’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era una donna bionda sulla quarantina. Aveva uno sguardo curioso e un po’ malinconico. Gli occhi chiari truccati di grigio e le labbra di un bel rosso acceso.<br />
Stringeva soddisfatta un paio di maglioni, vicino a me, e nel frattempo cercava di riannodarsi la sua sciarpa all’uncinetto, aspettando il turno per pagare alla cassa.</p>
<p>Era un po’ di fretta veramente, voleva organizzare una cenetta sfiziosa per suo figlio, tanto il compagno era tornato a casa, dalla ex moglie, perché un familiare aveva problemi di salute. E magari ci resterà, perché è un uomo senza carattere, tutto sommato. E basta, basta, tutte queste relazioni senza carattere, senza slancio, senza affidabilità. Ormai, poteva bastarsi da sola, forse. Si sentiva temprata, indurita dai fallimenti e dalle delusioni.</p>
<p>Approfittò di una pausa per guardarmi bene e poi mi sussurrò di un grande amore durato più di dieci anni. Un punto di riferimento tale da investire tutta se stessa in quella relazione. Ma un giorno scoprì. Una donna sposata, insospettabile, che faceva parte delle amicizie storiche di lui.</p>
<p>Quando mi accennò alla depressione che seguì la scoperta del tradimento allontanò lo sguardo da me, giusto il tempo di ricordare qualcosa e di scacciarlo velocemente via.</p>
<p>Aggiunse, subito dopo, con il trucco grigio un po’ disfatto:</p>
<p><em>“E il marito di lei si è fatto venire il cancro. Sìsì! Ti rendi conto?”</em></p>
<p>Mentre continuava a raccontarmi altre cose, con una dovizia un po’ sbadata di particolari, non riuscivo a slegarmi da quella frase lì.</p>
<p>Perché quell’interpretazione, in tutta la sua ingenua profondità, riusciva bene a illustrare la devastazione di una vita. Come se certo dolore fosse davvero in grado di urlare la sua imponenza, generando metastasi.</p>
<p>E mi sono commossa al sospetto del tracciato di angosciosa empatia che avesse potuto percorrere, per arrivare a pensare una cosa del genere.</p>

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		<title>Indossate e allacciate il casco</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 19:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Molto semplicemente, vi segnalo l’ottimo lavoro, scovato per caso, dell’Asia Injury Prevention Foundation.
In Italia il casco è obbligatorio, ma quanti in realtà lo indossano senza allacciarlo? Io ne vedo a bizzeffe di laccetti al vento.
Penso che, nonostante la tendenza a edulcorare variamente i messaggi sociali, avremmo un gran bisogno di campagne così brutali.
[Altre immagini qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wear-a-helmet.com/wp-content/uploads/2008/04/aipfhelmetprint2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-682" title="wear_a_helmet" src="http://www.sarataricani.com/wp-content/uploads/2009/11/wearahelmet2.jpg" alt="wear_a_helmet" width="446" height="288" /></a></p>
<p>Molto semplicemente, vi segnalo l’ottimo lavoro, scovato per caso, dell’<a href="http://www.wear-a-helmet.com/" target="_blank">Asia Injury Prevention Foundation</a>.</p>
<p>In Italia il casco è obbligatorio, ma quanti in realtà lo indossano senza allacciarlo? Io ne vedo a bizzeffe di laccetti al vento.</p>
<p>Penso che, nonostante la tendenza a edulcorare variamente i messaggi sociali, avremmo un gran bisogno di campagne così brutali.</p>
<p>[Altre immagini <a href="http://www.wear-a-helmet.com/wp-content/uploads/2008/04/aipfhelmetprint1.jpg" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.wear-a-helmet.com/wp-content/uploads/2008/04/aipfhelmetprint3.jpg" target="_blank">qui</a>.]</p>

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		<title>Quando il lavoro nero trova la sua applicazione mediatica</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 16:35:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri sera nella trasmissione “C’è posta per te” si è raccontata la storia triste e terribile di un uomo che ha lavorato per tutta la vita, nei campi, nella manovalanza operaia, dovunque ci fosse possibilità. In nero.
Qualche anno fa una fabbrica lo assume come custode. In nero. Arriva la crisi e la fabbrica chiude. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera nella trasmissione “C’è posta per te” si è raccontata la storia triste e terribile di un uomo che ha lavorato per tutta la vita, nei campi, nella manovalanza operaia, dovunque ci fosse possibilità. In nero.<br />
Qualche anno fa una fabbrica lo assume come custode. In nero. Arriva la crisi e la fabbrica chiude. E quest’uomo sprofonda tra le vittime senza nome (e senza diritti) di questa crisi schifosa, poiché, come ben si sa, se lavori in nero non esisti.</p>
<p>Accade, così, che le quattro figlie dell’uomo sono costrette a lasciare in fretta e furia gli studi, per provvedere al sostentamento della famiglia e finiscono variamente a lavorare in ristoranti e saloni di parrucchieri.</p>
<p>Meno male che sono riusciti ad arrivare alla De Filippi che, alla fine del racconto, fa capire di regalare, tramite un cantante lanciato dal suo reality, una grossa somma di denaro.<br />
Allora, com’era prevedibile, nel pieno della tensione drammatica generata dalle lacrime copiose di questa famiglia umile e umiliata dalle ingiustizie sociali, con un’abile virata sui buoni sentimenti, la forza incoraggiante dell’unione nelle avversità, l’amore filiale, la responsabilità, ecc. il turbamento collettivo di colpo si placa.</p>
<p>Perché tutto è bene quel che finisce bene e quando uno soffre tanto nella propria vita, in pieno mood cristiano, alla fine un raggio di sole arriva.</p>
<p>Ora, il fatto che il raggio di sole sia la benevolenza di un format televisivo potrebbe suscitare alcune perplessità. Io, infatti, avrei una grossa perplessità: mi chiedo se le quattro ragazze che hanno sacrificato la loro formazione liceale e universitaria ricevono, al contrario di quello che è accaduto al padre, il rispetto da parte dei loro datori di lavoro. Quel rispetto che si chiama contratto.</p>
<p>Perché se non c’è il rispetto del lavoratore non c’è raggio di sole che tenga. Anzi, c’è solo marciume.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/b4XEyV7jT_c&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/b4XEyV7jT_c&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<title>Live life to the fullest (cit.)</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 21:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dovessero chiedermi, ora come ora, una ragione per liberarsi della televisione, risponderei, senza esitazione, la pregnante intervista a Paris Hilton di ieri sera su rai1 che pare ci sia costata tra i 70 e gli 80.000 euro.


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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dovessero chiedermi, ora come ora, una ragione per liberarsi della televisione, risponderei, senza esitazione, la pregnante intervista a Paris Hilton di ieri sera su rai1 che pare <strong>ci</strong> sia costata <a href="http://www.blitzquotidiano.it/tv/miss-italia-gaffe-per-milly-carlucci-70mila-euro-per-paris-hilton-99256/" target="_blank">tra i 70 e gli 80.000 euro</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4kcZ0zdc3p0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/4kcZ0zdc3p0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<title>Con amore</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 09:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Non saprei articolarvi l’emozione che ho provato, giocando con la piccola Sofia.
Una parte di emozione, in realtà, si è riversata inesorabile in uno stupore amarognolo quando l’ho raggiunta nel suo angolo giochi e ho riconosciuto mille pentolini colorati e accessori vari di cucina, per tacere delle 999 biografie di principesse rilegate in rosa e oro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non saprei articolarvi l’emozione che ho provato, giocando con la piccola Sofia.</p>
<p>Una parte di emozione, in realtà, si è riversata inesorabile in uno stupore amarognolo quando l’ho raggiunta nel suo angolo giochi e ho riconosciuto mille pentolini colorati e accessori vari di cucina, per tacere delle 999 biografie di principesse rilegate in rosa e oro. Perché, come si può, nel 2009 inoltrato, privilegiare ancora un’educazione di ruolo, quando c’è tutto un mondo da far scoprire a due occhioni di una manciata di anni?</p>
<p>Però, non è questo il punto. In quegli occhioni che studiavano il piano cottura per dividerci al meglio le mansioni e i pentolini disponibili, c’era qualcosa di incredibilmente più dirompente della figura materna da riprodurre nel suo affaccendarsi domestico. C’era una fantasia rigogliosa e vitale che all’inizio mi ha lasciato smarrita.</p>
<p>Ed è accaduto questo. Io che mi interrogavo sulla dubbia utilità di quel plasticume colorato, e nel mentre valutavo di proporre ai genitori, con discrezione volutamente eversiva, giochi per sviluppare l’intelligenza della bimba, io sono stata presa per mano proprio da lei. Io che pensavo di orientarla in una dimensione emotiva quanto più istruttiva, io sono stata orientata da lei all’interno della sua personalissima dimensione, corposamente invisibile. Una dimensione in cui riempivamo i piattini di cibi speciali, preparati con ingredienti segreti segretissimi, che magari potevano anche far guarire lo zio da quella brutta malattia. Però, dovevamo metterci <em>tanto tanto impegno</em>. Così mi ammonì la piccola, con lo sguardo altrove, fisso sulla scodellina che stava usando per i suoi impasti.</p>
<p>E adesso, che ve lo dico a fare che mi è scappata una lacrima che non sono proprio riuscita a fermare, tanto che ho dovuto dare la colpa alla cipolla, quella nascosta sotto il mestolo azzurro, affianco allo scolapiatti arancione multifunzione, che all’occorrenza faceva anche da frullatore.</p>
<p>Devo ammettere che quell’oretta che ho passato a sbattere tuorli d’uovo con l’olio di perla e i peperoni verdi, è stata forse, non una delle più belle che possa ricordare, ma davvero una delle più costruttive. Perché capita di pensare che conquistare una visione razionale delle cose sia un obiettivo. L’obiettivo vero, forse, è quello di non perdere mai la magia di una dimensione in cui tutto è possibile se si fa con amore.</p>

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		<title>Un rimbalzo, un perché ovvero Internet a volte è il Male /3</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 09:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per caso]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[confronto]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel pieno della canicola estiva, ti sintonizzi su un tiggì e ne senti delle belle. Tipo che hanno incoronato Miss Rifatta d’Italia, tipo che il caldo si combatte bevendo molto, tipo che 5 ragazzetti sono stati accusati dalla loro prof di diffamazione su Facebook.
E giustamente Francesco Pizzetti, il garante per la privacy, “chiede molto senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pieno della canicola estiva, ti sintonizzi su un tiggì e ne senti delle belle. Tipo che hanno incoronato Miss Rifatta d’Italia, tipo che il caldo si combatte bevendo molto, tipo che 5 ragazzetti sono stati accusati dalla loro prof di diffamazione su Facebook.</p>
<p>E giustamente Francesco Pizzetti, il garante per la privacy, “chiede molto senso di responsabilità”, <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-882fa2b8-03a0-421b-bc07-7a63195c27f6.html" target="_blank">negli ultimi secondi del servizio sul tg1 andato in onda ieri alle 13.30.</a></p>
<p><a href="http://news.google.it/news/story?um=1&amp;ned=it&amp;cf=all&amp;ncl=dgm4r4S7eagrt2MMrcX2d8jeDCC_M" target="_blank">Ah quanta mobilitazione</a>. Chissà che succederà quando si verrà a sapere dell’esistenza su facebook di un giochino dal marchio leghista. <a href="http://www.facebook.com/apps/application.php?id=89657087807" target="_blank">Rimbalza il clandestino</a>, si chiama, e lascia poco spazio all’immaginazione.</p>
<p>Chissà che succederà quando in massa verrà segnalato come razzista?<br />
Chissà che succederà quando sarà reso noto che lo sviluppatore di questo giochino, come si legge dal suo profilo pubblico, è una ragazzetta di neanche 20 anni?<br />
Chissà che mobilitazione rimbalzerà dalla tivvù eh?</p>
<p>Eh?</p>
<p>[UPDATE : ne parlano finora anche il <a href="http://www.corriere.it/politica/09_agosto_21/fioroni_bossi_rimbalza_clandestino_73da188a-8e69-11de-ba00-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere</a>, <a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/lega-fiction/lega-viedeogame/lega-viedeogame.html" target="_blank">Repubblica</a>, <a href="http://www.thepopuli.it/2009/08/la-lega-gioca-a-rimbalza-il-clandestino/" target="_blank">The Populi</a>, <a href="http://www.vincos.it/2009/08/21/rimbalza-rimbalza-il-clandestino/" target="_blank">Vincos</a>.]</p>
<p>[UPDATE 2 : l'applicazione è stata rimossa celermente da Facebook. Bene. Peccato, però, che il <a href="http://www.sarataricani.com/2009/08/04/nuovi-strumenti-di-civilta-il-report-su-facebook/" target="_blank">giochino che discrimina gli autistici</a> sia ancora attivo. Se non l'avete ancora fatto, segnalate.]</p>

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		<title>Esorcismi estivi</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 17:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per caso]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie ad una segnalazione di Maestro Alberto trovo un simpatico generatore di t-shirt.
Ne approfitto, così, per esorcizzare questo periodo un po&#8217; faticoso con un aforisma di Adamo, a sua volta un generatore industriale di aforismi t-shirtabili.
Se create la vostra maglietta non mancate di linkarmela!
MySpace Flash Toys

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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ad una segnalazione di <a href="http://www.maestroalberto.it/2009/07/24/t-shirt-maker-generatore-di-magliette-personalizzate/" target="_blank">Maestro Alberto</a> trovo un simpatico <a href="http://www.magicwidgets.com/t-shirt-maker/" target="_blank">generatore di t-shirt</a>.</p>
<p>Ne approfitto, così, per esorcizzare questo periodo un po&#8217; faticoso con un aforisma di <a href="http://twitter.com/AdamoLanna/statuses/1774711777" target="_blank">Adamo</a>, a sua volta un generatore industriale di aforismi t-shirtabili.</p>
<p>Se create la vostra maglietta non mancate di linkarmela!</p>
<p><center><embed src="http://www.magicwidgets.com/widgets/shirt/tshirt.swf" FlashVars="stxt=Essere infelici *rende*infelici&#038;a=165&#038;tx=51.1&#038;ty=41.75&#038;color1=0x000099&#038;color2=0xffe3ff&#038;color3=0x0033CC&#038;color4=0xFFFFFF&#038;font=1&#038;gender=2&#038;symbol=16&#038;lnpath=http://www.magicwidgets.com/widgets/shirt/&#038;dom=http://www.magicwidgets.com/" quality="high" wmode="transparent" width="343.25" height="368.1" name="TShirt Generator" align="middle" allowScriptAccess="samedomain" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /></embed><br /><a href="http://www.magicwidgets.com/">MySpace Flash Toys</a></center></p>

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