Scelte di cross-posting
Posted on | ottobre 4, 2009 | 5 Comments
scusate, ipocrisia per ipocrisia, sei morti italiani a Kabul sono abbastanza per annullare una manifestazione e ventuno ventiquattro morti a Messina no?
Ho riflettuto molto prima di decidere in quale canale inserire la domanda di Francesco Costa.
Come Tiziano Caviglia, anch’io scelgo di dedicarle lo spazio aperto del blog per permettere a tutti di esprimere il proprio punto di vista.
Comments
5 commenti to “Scelte di cross-posting”
Lascia un commento
ottobre 4th, 2009 @ 14:30
Credo che la scelta di non voler rinviare la manifestazione sia semplicemente una scelta di carattere organizzativo.
Dopo aver rinviato già una volta la manifestazione – e su questo ho le mie opinioni sfavorevoli -, credo che sarebbe stato deleterio per la credibilità che la stessa avrebbe assunto, se si fosse ulteriormente posticipata la data.
Il disastro di Messina ha trovato comunque spazio all’interno della manifestazione, dapprima col minuto di silenzio iniziale e poi negli interventi degli ospiti presenti.
Saviano, tanto per citarne uno, ha puntualizzato che la strage di Messina è figlia non della devastazione naturale ma dell’edilizia selvaggia che colpisce il sud, in barba al dissesto territoriale.
Inaccettabile sarebbe stata l’assenza di tale argomentazione alla manifestazione di ieri.
Senza voler far polemica e sempre ipocrisia per ipocrisia, la settimana del 6 aprile – la settimana santa – un tale che si fa chiamare Benedetto XVI non ha voluto rinunciare ai suoi improrogabili ed insostituibili impegni clericali per far visita ad una popolazione che altro non voleva se non una parola di conforto ed una benedizione da parte del massimo rappresentante di Cristo in Terra.
E c’è chi pensa che questo sia un tantino più grave del non rinviare – ulteriormente – la manifestazione di ieri.
ottobre 6th, 2009 @ 13:06
Concordo con Pablo. Io sarei stato per non rinviarla nemmeno per la strage di Kabul. Anzi, proprio quella manifestazione poteva servire per parlare ad esempio di coome vengono informate le persone sulla realtà di quella guerra, sempre ovviamente mantenendo una certa linea rispettosa per via del lutto. Perché a questo punto, giusti per giusti si sarebbero dovuti fermare tutti anche per le stragi sul lavoro e via dicendo.
ottobre 6th, 2009 @ 18:26
Secondo me lo schifo è indignarsi per i morti a kabul, è una mancanza di rispetto per tutte le qutidiane morti bianche, le quotidiane morti sulle strade, i morti a messina per il disboscamento selvaggio e l’edilizia mafiosa, eccetera, eccetera, eccetera all’italiana, io mi indigno di fronte a quella indignazione.
ottobre 7th, 2009 @ 13:35
Don luke indignarsi ci può stare, se però, come giustamente fai notare tu lo si fa allo stesso modo per tutti i morti sul lavoro o nelle tragedie. Per dire..della casa dello studente voi avete più sentito parlare? Porto questo esempio perché simbolo di quella tragedia che è stato il terremoto
ottobre 7th, 2009 @ 21:06
Io ho sentito parlare e sento quotidianamente parlare della Casa dello Studente (per cause di forza maggiore, studiando nel capoluogo abruzzese). Sia in questo, che in questo, che in quest’altro caso.
Poche buone nuove. Il problema è che molti pensano ai morti della Casa dello Studente, per via della simbologia espressa da quella struttura.
Purtroppo (quasi) tutti hanno dimenticato che questa tragedia ha portato via 55 studenti tra le 308 anime rubate quella notte.
Cerchiamo di non dimenticarli.