Sara Taricani

Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Con amore

Posted on | settembre 11, 2009 | 2 Comments

Non saprei articolarvi l’emozione che ho provato, giocando con la piccola Sofia.

Una parte di emozione, in realtà, si è riversata inesorabile in uno stupore amarognolo quando l’ho raggiunta nel suo angolo giochi e ho riconosciuto mille pentolini colorati e accessori vari di cucina, per tacere delle 999 biografie di principesse rilegate in rosa e oro. Perché, come si può, nel 2009 inoltrato, privilegiare ancora un’educazione di ruolo, quando c’è tutto un mondo da far scoprire a due occhioni di una manciata di anni?

Però, non è questo il punto. In quegli occhioni che studiavano il piano cottura per dividerci al meglio le mansioni e i pentolini disponibili, c’era qualcosa di incredibilmente più dirompente della figura materna da riprodurre nel suo affaccendarsi domestico. C’era una fantasia rigogliosa e vitale che all’inizio mi ha lasciato smarrita.

Ed è accaduto questo. Io che mi interrogavo sulla dubbia utilità di quel plasticume colorato, e nel mentre valutavo di proporre ai genitori, con discrezione volutamente eversiva, giochi per sviluppare l’intelligenza della bimba, io sono stata presa per mano proprio da lei. Io che pensavo di orientarla in una dimensione emotiva quanto più istruttiva, io sono stata orientata da lei all’interno della sua personalissima dimensione, corposamente invisibile. Una dimensione in cui riempivamo i piattini di cibi speciali, preparati con ingredienti segreti segretissimi, che magari potevano anche far guarire lo zio da quella brutta malattia. Però, dovevamo metterci tanto tanto impegno. Così mi ammonì la piccola, con lo sguardo altrove, fisso sulla scodellina che stava usando per i suoi impasti.

E adesso, che ve lo dico a fare che mi è scappata una lacrima che non sono proprio riuscita a fermare, tanto che ho dovuto dare la colpa alla cipolla, quella nascosta sotto il mestolo azzurro, affianco allo scolapiatti arancione multifunzione, che all’occorrenza faceva anche da frullatore.

Devo ammettere che quell’oretta che ho passato a sbattere tuorli d’uovo con l’olio di perla e i peperoni verdi, è stata forse, non una delle più belle che possa ricordare, ma davvero una delle più costruttive. Perché capita di pensare che conquistare una visione razionale delle cose sia un obiettivo. L’obiettivo vero, forse, è quello di non perdere mai la magia di una dimensione in cui tutto è possibile se si fa con amore.

Comments

2 commenti to “Con amore”

  1. maury
    settembre 12th, 2009 @ 02:25

    Bel post, Sara. Il motivo per cui, se un giorno dovessi rinunciare ad uno dei miei due lavori, rinuncerò quasi sicuramente a quello di ricercatore, piuttosto che a quello di maestro di karate: lavorare con i bambini (e giocare con loro) è qualcosa di unico ;) .
     

  2. Placida Signora » Blog Archive » Placide Segnalazio’
    settembre 25th, 2009 @ 00:15

    [...] – Con amore, di Sara Taricani [...]

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