Sara Taricani

Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Datemi un social medium e vi solleverò il mondo

Posted on | giugno 30, 2009 | No Comments

Ma alla fine su internet che cosa si fa? E dai social netuòrcs, ambigue piattaforme il cui fine sembra essere quello di raggranellare più amici virtuali possibili, cosa possiamo salvare?

Se è vero che l’andazzo generale si orienta maggiormente allo svago, non si può ignorare che questi tempi di transizione, di lotta al digital divide, stanno generando visioni nuove, espressioni di una particolare urgenza.

Nutrito di un’informazione spesso ruminata dai media tradizionali, oggi l’uomo riscopre il valore dell’attivismo e i nuovi strumenti del web non potrebbero essere, effettivamente, più provvidenziali.

Così, con un istinto prometeico l’uomo ruba il “fuoco” dell’informazione ai media mainstream e si investe dell’autorità di raccontare quello che accade davanti ai suoi occhi. La possibilità di usare i media sociali arriva a rappresentare la tentazione di un protagonismo virtuoso, che se da un lato rifiuta di delegare ad un microfono professionale il racconto dei fatti, dall’altro si fa carico della responsabilità di condividere il “fuoco” con la collettività.

E se frequentemente i giornalisti si fanno interpreti di performance penose pur di accalappiarsi l’attenzione del pubblico (vedi il tormentone abruzzese “Ma come mai dorme in macchina?”), oggi accade che lo sforzo di condivisione informativa, di cui si stanno facendo interpreti uomini che non sono giornalisti di professione, si riveste di una dignità (e quindi di un’autorevolezza) preziosa.

Con questa riflessione voglio segnalarvi due personalità di riferimento :

UPDATE: Luca ha creato un tumblr multiautore, sempre a scopo aggregativo. Chi è interessato a partecipare al progetto può contattare Luca con una email : ezekiel (at) stilografico.com

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