Sara Taricani

Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Qui e ora

Posted on | giugno 28, 2009 | 10 Comments

Di fronte alle notizie di malattie bastarde e spietate, che recentemente stanno colpendo il fisico e lo spirito di persone che conosco, resto con una smorfia amara di impotenza e una convinzione d’acciaio che voglio condividere qui.
Siamo padroni di ogni secondo che possiamo respirare, e ogni secondo va vissuto pienamente senza dilazionarne l’intensità. Il nostro tempo è assolutamente il presente.

Comments

10 commenti to “Qui e ora”

  1. Mushin
    giugno 28th, 2009 @ 13:59

    Già. Continuo a pensare che da Socrate in poi l’occidente abbia perso molto a causa dell’avvento del pensiero trascendente :\

  2. turnoff
    giugno 28th, 2009 @ 14:20

    non lo so più cosa sia il presente. il confronto con la malattia toglie la prospettiva del e nel futuro. il presente si assottiglia e diventa un limbo. questo è quello che mi insegna.
    .:.

  3. Sara
    giugno 28th, 2009 @ 14:41

    @turnoff : Hai detto bene, caro amico, la malattia assottiglia, è inevitabile, il presente. Lo deforma con i ferri dell’angoscia.

    Ma il presente a cui mi riferisco nel post è quello che viviamo un po’ scazzati, “adesso non ho voglia” “in futuro vedrò”. Perchè qualcuno ci ha detto (ma chi?) che l’imperativo è essere protesi al futuro, pensare a lungo termine per avere una vita quanto più soddisfacente.

    Ma l’umanità degli attimi, dei micro traguardi, della felicità spizzicata con gusto dov’è finita? :(

  4. turnoff
    giugno 28th, 2009 @ 14:52

    si è vero, ogni attimo è prezioso. ma dipende anche dalla malattia con cui ci si confronta forse. intendo dire che nella mia piccola esperienza sento di non avere più la forza. è diventato faticoso anche avere una speranza. i giorni diventano un tempo fuori dal calendario. vorrei poterne ricavare qualche cosa di più. ma poi, a fine giornata, il confronto con la malattia lascia quel qualcosa di difficile da descrivere, come una “n” di incomunicabilità moltiplicata per un numero impossibile. resta addosso il residuo di qualche cosa spilluzzicato da anni. ma è vero, ogni attimo è prezioso.
    .:.

  5. Riccardo
    giugno 28th, 2009 @ 15:01

    Sara, come ti ho detto su Feiendfeed, concordo.
    Credo che non ci sia, in realtà, contraddizione tra il trascendente e il vivere nel presente. Anzi. Mi pare un trascendente travisato quello che propone di vivere soltanto in attesa del futuro (che è un “non-vivere”).

  6. Riccardo
    giugno 28th, 2009 @ 15:07

    Ciò che dice turnoff è di uno spessore immenso.

  7. Gwendalyne
    giugno 28th, 2009 @ 17:39

    Nella mia mente si stava affacciando una riflessione sul confine a volte labile tra scegliere consapevolmente di vivere all’insegna di un sano “carpe diem” e lasciarsi sopraffare dalla paura/sfiducia nei confronti del futuro… ma adesso come adesso mi sento terribilmente inadeguata ad approfondire, specie dopo aver soppesato la frase con cui comincia il tuo post. Un abbraccio!

  8. abel
    giugno 28th, 2009 @ 23:16

    il mio karma è sempre stato: La vita è breve, vivila appieno e coerentemente.

  9. OmarCaf
    giugno 28th, 2009 @ 23:20

    Vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.

  10. La curiosona
    luglio 8th, 2009 @ 22:38

    Fra commedia e dramma…

    Promemoria: non sempre è bene fidarsi delle recensioni cinematografiche altrui… (Ma allora come li scelgo, i film da vedere? ) Giorni fa, allettata da commenti del tipo «», sono andata al cinema a vedere . Beh, in vita mia mi …

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