Come un moscerino
Posted on | aprile 6, 2009 | 17 Comments
Ieri notte, con il naso tappato dalla congestione di un antipatico raffreddore, mi è stato praticamente impossibile prendere sonno.
Ed è stato mentre mi rigiravo nel letto che ho sentito quel fruscio. Un fruscio strano, sinistro, quasi irreale. Ho avuto un’intuizione, una piccola angoscia. È rimasta lì nella mia mente, inarticolata, come un groviglio di inquietudine, mentre la stanza ha iniziato a tremare.
E mentre urlavo per casa, cercando uno stipite della porta sotto cui ripararmi, con il cuore in gola, una nausea strana e davanti agli occhi i lampadari che oscillavano vorticosamente, mi sono sentita impotente, minuscola e insignificante come un moscerino.
La scossa si è esaurita in poco tempo, ma nessuno è poi tornato a dormire.
Da stamattina presto rimbalzano numeri di morti, dispersi, istantanee di persone infagottate nelle coperte, insanguinate, o coperte da teli bianchi. Reportage avidissimi di particolari e di macerie.
Io non ho la lucidità per analizzare oggettivamente la situazione, le responsabilità. Però, mai nella mia vita ho avuto così paura di telefonare alle persone care per sapere qualcosa sui loro figli, miei coetanei o giù di lì, che studiano nelle facoltà universitarie aquilane o sugli amici in comune che lavorano in quel territorio.
Forse non c’è davvero nulla come un cataclisma che riesca ad aprire un vuoto così buio e così privo di senso nelle nostre vite.
Tags: Abruzzo > esperienza > l'aquila > paura > riflessione > terremoto
Comments
17 commenti to “Come un moscerino”
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aprile 6th, 2009 @ 12:12
Coraggio.
aprile 6th, 2009 @ 12:14
sospiro di sollievo nel leggere che stai bene.
un abbraccio.
aprile 6th, 2009 @ 12:18
Però è anche incoraggiante la catena della solidarietà che si attiva istantaneamente anche tra sconosciuti in rete. Coraggio!
aprile 6th, 2009 @ 12:46
sei la prima a cuji ho pensato stamattina appena ho sentito la notizia.Poi su FF ho letto che stavi bene e mi sono rincuorato. E’ una tragedia immensa..
aprile 6th, 2009 @ 15:21
Già. Ed ogni numero che cresce, sia esso uno sfollato che un ferito od un deceduto penso a quanto sia stron@# il destino che decide così delle vite di tutti.
.:.
aprile 6th, 2009 @ 15:48
…che tragedia…..:(
aprile 6th, 2009 @ 17:04
Non c’è niente che ti fa sentire impotente come il terremoto… niente. Coraggio…
aprile 6th, 2009 @ 17:05
Sara
purtroppo i numeri che stanno sfornando sono solo approssimativi!
aprile 6th, 2009 @ 17:29
[...] che la scossa è durata quasi un minuto; un minuto è un tempo eterno. In quel minuto ti senti impotente, minuscola e insignificante come un moscerino. Il terremoto ti mette in ginocchio e rialzarsi è difficile. Il buono (se esiste) è che nella [...]
aprile 6th, 2009 @ 17:33
[...] che la scossa è durata quasi un minuto; un minuto è un tempo eterno. In quel minuto ti senti impotente, minuscola e insignificante come un moscerino. Il terremoto ti mette in ginocchio e rialzarsi è difficile. Il buono (se esiste) è che nella [...]
aprile 6th, 2009 @ 17:49
io ho una paura matta del terremoto ma fortunatamente non ne ho mai vissuto uno così forte… un abbraccio da matera
aprile 6th, 2009 @ 18:49
Un bacio, tesora.
aprile 7th, 2009 @ 01:40
Qui a Roma al scossa si è sentita appena, tuttavia mi ha svegliato in piena notte!! Posso solo immaginare l’orrore di chi l’ha sentita da vicino! Un saluto…
aprile 7th, 2009 @ 12:47
Grazie a tutti, davvero. La vostra empatia mi arriva al cuore. Vi abbraccio.
aprile 7th, 2009 @ 15:25
Mandi qualche sms al 48580, per essere solidali, ma cmq da qui, da lontano ci si sente tanto inutili. Qui da Cuneo, forse da domani, partirà la Protezione Civile; ci sarà anche mio papà… Un abbraccio Sara…
Miki
aprile 8th, 2009 @ 15:34
Cara Michela,
ricambio affettuosamente il tuo abbraccio e lo estendo, con tanta gratitudine, anche al tuo papà.
A presto:))
aprile 9th, 2009 @ 19:11
Un abbraccio grande, Sara. Le parole che mi vengono alla mente in questo momento sono inefficaci.
Sto cercando di fare il minimo che posso, ovvero una corretta infrmazione.
annarita