L’arte della seduzione - appendice
Posted on | Ottobre 7, 2008 |
Partendo da un’esperienza vera di una giovinetta che vive i nostri tempi, elaboro una situazione-tipo, idealmente corollario alle già note lezioni di seduzioni del maestro Ravasio Frustalupi. Mi auguro che sia di supporto alle fanciulle e possa offrire utili suggerimenti ai seduttori.
Spesso la gentil giovinetta che sceglie di lavorare come freelance crede di individuare la chiave del successo nel rendersi costantemente reperibile.
La gentil giovinetta che, di sabato pomeriggio, riceve inaspettatamente una telefonata da parte di un nuovo gentiluomo, collaboratore o cliente, dovrebbe sacrificare con il sorriso parte dello shopping selvaggio e il tè programmato con la sua accompagnatrice.
In casi eccezionali, il gentiluomo può chiedere un incontro quel pomeriggio stesso, in virtù della riservatezza delle questioni di lavoro, e la giovinetta dovrebbe accettare sempre con il sorriso, nonostante sospetti che la congestione dei collegamenti stradali possa giocare a sfavore sulla puntualità promessa dal gentiluomo.
Capita che la gentil giovinetta, in attesa del gentiluomo, apra il suo ombrellino alle prime gocce di pioggia autunnale, e passeggi sul selciato illuminato del corso, mentre i passanti con il capo scoperto corrono come saette per trovare riparo. Solitamente, non immagina, la gentil giovinetta, che, in quella confusione, può essere intercettata da famelici avventurieri.
Può riuscire a schivarne uno che nel 50% dei casi simula goffamente un attacco di cuore, ma potrebbe ricevere piccoli urti o spinte da un gruppetto di mascalzoni, stretti sotto lo stesso ombrello scuro, che azzardano strane proposte di affiliazione.
La giovinetta, a questo punto, capisce che deve mantenere la guardia alta, fin quando il gentiluomo non arriverà. Magari il suo proverbiale sorriso si spegnerà nella preoccupazione, ma in quel preciso momento è altamente probabile che riceverà la telefonata del gentiluomo che la rassicura sul suo arrivo entro pochi minuti.
Così rincuorata, la gentil giovinetta torna a passeggiare lieta, pur sotto la pioggia battente. Ma un duro assalto sta per essere compiuto, complice la sua leggiadra disattenzione. In pochi attimi, l’avventuriero più infido in assoluto si catapulta, discretamente fradicio, al suo morbido fianco affermando bruscamente la volontà di fare un pezzo di strada con lei.
La giovinetta, con sguardo atterrito, può scegliere tra colpire il naso già storto del filibustiere con il manico dell’ombrellino o declinare con il sorriso la veemente richiesta. È comunque preferibile che la giovinetta si allontani con grazia, pur esprimendo il suo fermo rifiuto.
A questo punto c’è poco da aggiungere che non si sia già capito:
I gentiluomini, a meno che non siano molto simili a Raoul Bova, non dovrebbero mai adottare tattiche cotanto irruenti; la condivisione dello spazio sotto l’ombrello, in virtù dell’intimità che essa implica, è una conquista strategica che va tramata con molta cura.
Comments
17 Responses to “L’arte della seduzione - appendice”
Leave a Reply

Ottobre 7th, 2008 @ 19:42
Va bene che manco un po’ dall’Italia, ma non credevo che i modi di approcciare fossero cambiati così radicalmente negli ultimi tempi. Io ero rimasto al mazzo di fiori
Ottobre 7th, 2008 @ 20:34
Gentile giovinetta.
Intervengo poichè chiamato in causa in qualità di “esperto di seduzione” e lo faccio con estremo piacere poichè l’occasione che Voi mi fornite è gradito spunto per condannare una serie di malcostumi fortemente radicati nell’uomo italico.
La figura del “provolone in umido”, ovvero il sedicente gentiluomo che tenta una rapida affiliazione con la complicità del momento di bisogno e della pioggia, è figura ben nota. Ma la Fondazione Belinoni Frustalupi prende le distanze da tale atteggiamento che non può e non deve essere in nessun caso una forzatura nei confronti della affilianda.
Ritengo che non sia affatto da gentiluomo sfruttare un momento di disagio come la pioggia battente per tentare una rapida seduzione ed è inoltre da assoluti incompetenti entusiasmarsi per un occasionale (mi si passi il termine) bagnamento di carattere esclusivamente metereologico.
Cordialmente Vi saluto
Ravasio Belinoni Frustalupi
Ottobre 7th, 2008 @ 21:09
Gentile giovinetta,
quanti mariuoli! Avresti dovuto conficcargli le chiavi di casa dentro un occhio. Orsù son certa avrebbe capito!
Ottobre 7th, 2008 @ 23:35
Ma… ma… avevo solo freddo! Ero stanco e cercavo un pò di riparo dalla giornataccia.
Ottobre 8th, 2008 @ 10:47
Ecco perchè vado in giro senza ombrello.
Che rottura di co***oni quando ci provano!
Ottobre 8th, 2008 @ 13:02
Il comma 1 dell’articolo 1 del codice della giovane free-lance recita:
“E’ severamente vietato lavorare nei week-end e festivi: il divieto è rafforzato nel caso di peggioramento delle condizioni metereologiche”
Ottobre 8th, 2008 @ 14:20
non ci sono più i gentiluomini di una volta che son loro ad offrirti discreto riparo sotto il loro ombrello. No no!
Ottobre 8th, 2008 @ 15:57
Accidenti direi che sono fortunato allora, io odio l’ombrello e trovo sempre una dolce donzella che a pena di me!! Sarà che non ci provo ma lascio tranquillamente che si stufino di aspettare e ci provino loro?
.:.
Ottobre 8th, 2008 @ 16:07
a = ha… uffi la fretta
Ottobre 8th, 2008 @ 18:06
[...] Belinoni Frustalupi per la rubrica “L’arte della seduzione”. Il nostro Ravasio è conteso da più parti per seminari, consigli pratici o semplici consulenze. Tuttavia solo questo blog si può fregiare di [...]
Ottobre 8th, 2008 @ 23:34
Cara Sara,
sotto l’ombrello no. E allora, dove?
Ottobre 8th, 2008 @ 23:36
@Cristiano: meteorologia
Ottobre 9th, 2008 @ 01:25
Cara collega, di giovinettitudine e di freelancità, mi ritrovo nella medesima situazione, benché non sotto lo stesso ombrello - non ancora, però c’è tempo per ogni cosa.
Colgo l’occasione per segnalare ai gentiluomini l’esistenza di un volume fondamentale per la loro formazione, di cui sono certa che Ravasio Belinoni Frustalupi ne è a conoscenza. Trattasi del libro “Come fermare garbatamente una donna per la strada”, che reca come réclame: “Metodo infallibile per “agganciare”: in strada, in treno, al cinema, in spiaggia, ai giardini, ecc.”. Prometto leggerlo con estrema attenzione e scrivere un’accurata recensione in tempi brevi.
A proposito di “agganci”, avete letto l’articolo su Faccialibro, vero? Quello di Annalena Benini, su Il Foglio. Va bene, non rovinatevi i neuroni, non leggetelo.
Ottobre 9th, 2008 @ 01:32
Io ho l’odio della lettura nato a scuola.
Non è che si puo’ avere un riassunto, magari evidenziando i metodi che secondo voi donne funzionano meglio? O meglio, che funzionano di sicuro?
Ottobre 9th, 2008 @ 02:03
Penso che insieme alle mie colleghe potremmo pensare a una serie di brevi consigli teorici con esercizi pratici di facile attuazione. Vista l’esteso campionario di fauna femminile, nonché maschile, dovremo indicare chiaramente in quali casi si applica e a quale bacino d’utenza. Ci organizzeremo, vogliate attendere con pazienza.
Ottobre 10th, 2008 @ 23:21
Ma cercare di fare conoscenza come si faceva una volta non è più di moda, o è considerato completamente fuori dagli schemi ?
E’ necessario “agganciare” sotto la pioggia, nel tram, nella metro, nel parco, in ospedale, al cimitero, in acqua, sulle navi, sugli aerei, ecc. ecc. ?
Ma le vecchie feste o cene tra amici di una volta, non si fanno più ?
Perchè collezionare un incredibile campionario di figure da peracottari nelle situazioni più incredibili, quando ci si può adoperare nel più classico dei modi ?
E’ anche vero (e qui la padrona di casa riconoscerà una mia famosa massima) che se gli asini volassero non non vedremo più il cielo.
Nella fattispecie, il tizio dell’ombrello doveva essere un jet
Ottobre 11th, 2008 @ 12:58
@Cristiano: con le tue massime dobbiamo farci un tumblr mio caro
Anch’io mi chiedo il motivo di cotanta peracottaritudine cmq. Sarà che c’è troppa solitudine oggi? Non so…