Il paradosso delle Olimpiadi in Cina
Posted on | agosto 9, 2008 |

La foto è della geniale Natalia Delgado.
Con questa immagine cerco di rendere, senza troppi giri di parole, il paradosso delle Olimpiadi in Cina.
La comunità mondiale chiude gli occhi davanti al sangue che quotidianamente si sparge in virtù della repressione di regime e applaude lo sfarzo e la tecnologia di una piccola oasi artificiale.
Per questo motivo, mi rifiuto di vedere anche 1 solo minuto di un tale evento grottesco.
Comments
9 commenti to “Il paradosso delle Olimpiadi in Cina”
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agosto 10th, 2008 @ 10:15
Come sei polemica
Non lo sai che per le Olimpiadi hanno sospeso le esecuzioni e tolto i blocchi a internet? e osi ancora far polemica? Com’era quella storia che per le Olimpiadi le guerre si fermavano? ah si, era una storia…
Gran bella foto!
agosto 10th, 2008 @ 14:41
Probabilmente avranno sospeso le esecuzioni per farne una bella grande collettiva a fine olimpiadi!
brr
agosto 11th, 2008 @ 19:37
anche io sto carcendo di evitarle ma te le propinano dovunque.Nei tg danno spazi interminabili alle Olimpiadi ed un servizio di due minuti e mezzo alla guerra in Georgia che vergogna.
agosto 12th, 2008 @ 00:37
Mia cara,
come hai ragione, quelle migliaia di morti sono un orrore e una vergogna… ma non si dica mai che sono in GUERRA eh, le loro sono RIVENDICAZIONI o al max si può parlare di CONFLITTO.
Del resto, non sorprendiamoci di tale efferatezza: si tratta dello stesso Putin che ha ordinato pochi anni fa la strage di civili e terroristi dentro il famoso teatro Dubrovka…
agosto 13th, 2008 @ 17:45
Cara Sara ti lascio un linkino che ti gusterà sicuramente
http://www.vincentchow.net/1615/how-beijing-olympic-got-its-logo
agosto 13th, 2008 @ 17:47
@Traffyk: fan ta sti co! Grazie
agosto 13th, 2008 @ 17:59
In questa nostra era della comunicazione, le notizie valgono per quel che sono, ma anche per la loro assenza: il confronto è facile, immediato. A esempio, lo stillicidio di attentati terroristici che accompagna le Olimpiadi merita ben poco spazio sui nostri giornali, e mi domando il perché. E’ un perché del tutto scevro di giudizio, ma resta lì dove è.
Tutto ciò non per sentenziare su graduatorie di merito, beninteso.
”Posso solo riflettere, come dice la scrittrice Elena Loewenthal, insieme ai miei quattro lettori, su come pur in un mondo così globalizzato, c’è ancora modo di misurare lunghe distanze. Se non altro sul piano dell’informazione pubblica”.
Mi astengo da altri commenti. Sono un giornalista di lungo corso e potrei entrare in un cosiddetto ”conflitto d’ interessi”, o in una difesa corporativa. Non lo voglio.
Vale
PL
agosto 14th, 2008 @ 00:33
Eppure, quei pochi istanti frettolosi in cui vengono riferiti nuclei di informazioni importanti, per poi tornare al ridondante gossip sensazionalistico, non lasciano nessun seme? A parte qualche sospiro demoralizzato?
Questo mi sto chiedendo da un po’ di giorni…
Vale
agosto 16th, 2008 @ 13:54
Saretta il mio ottimismo mi fa credere che qualche seme dara’ anche frutti.
Vale
PL