Il gioco in Rete
Posted on | Maggio 21, 2008 |
Da alcune letture di questo ultimo periodo estrapolo una riflessione molto stuzzicante del linguista Lorenzo De Carli.
Le dinamiche che coinvolgono la Rete e l’utente avrebbero una forte affinità con quelle che concernono il gioco e il giocatore.
Non è pertinente che il giocatore si atteggi nei confronti del gioco come verso un “oggetto”. Infatti il gioco raggiunge il proprio scopo quando il giocatore si immerge totalmente in esso.
Il soggetto del gioco non è quindi il giocatore, ma il gioco stesso che si produce attraverso i giocatori.
Nello stesso modo, chi naviga e scrive nella Rete non è soggetto: è soggetto la situazione che si produce attraverso la navigazione.
Quindi l’utente della Rete è autore in modo formalmente simile ad un giocatore sul campo: egli fa il gioco, ma nello stesso tempo il gioco si fa attraverso di lui.
Che ne pensate? Vi sentite parte del gioco?
Comments
20 Responses to “Il gioco in Rete”
Leave a Reply
Maggio 21st, 2008 @ 21:47
A Sà, in questo post mi hai ricordato Marzullo!
Mi faresti un disegnino per ricapitolarmi il post?
Ciao, Paolo.
Maggio 21st, 2008 @ 21:55
Sara mi ha preso in parola ed è stata così gentile da spiegarmi con parole terra terra il senso del post, così da farlo capire anche ad uno zuccone stanco con me!

Grassie tesò!!
Maggio 21st, 2008 @ 22:22
Ehm… ehm… EH?
Maggio 21st, 2008 @ 23:43
Poi non dire che non parli complicato
Giusto per capire: Quake 3 è in topic? e World of Warcraft?
Maggio 21st, 2008 @ 23:50
Mai pubblicare subito dopo pranzo …
Maggio 22nd, 2008 @ 00:14
Alloraaaa,
la provocazione è questa:
i blogger solitamente pensano di essere voci isolate o comunque autonome. In realtà esistono in funzione del gioco/ situazione che crea la Rete.
Maggio 22nd, 2008 @ 02:01
De Carli ha scritto solo quello che si dice da sempre riguardo tutto ciò che è famoso su internet: “è la comunità di utenti, quella che conta”. Insomma ha scoperto l’acqua calda
Io poi non sono parte del gioco. I siti web li faccio, quindi IO SONO IL GIOCO.
Ehm, ok, la smetto.
Maggio 22nd, 2008 @ 08:22
Siamo tutti vittime del sistema:)
E c’è chi diventa protagonista e in qualche modo, grazie alla community di cui parla De Carli, riesce ad influenzare l’agenda blogger e fanno sì che altre migliaia di persone esistano in funzione di ciò di cui si parla/scrive.
Sono più contorta di te misà:)
Maggio 22nd, 2008 @ 11:04
Beh Marzullo avrebbe detto: “Sara, fatti una domanda e datti una risposta”…. ovviamente attendo con ansia tutte e due le cose in merito al post :-p
Maggio 22nd, 2008 @ 12:41
Premesso che i commenti di Phoebe, Alan e Cristiano mi hanno divertito molto, volevo dire:
Sara, dai che alla fine il senso si capiva, anche se il ragionamento era un pò contorto.. alla fine…!
Maggio 22nd, 2008 @ 14:03
@Alan: proprio perchè i siti web li fai (toh la stessa cosa che faccio io) al max sei il dado…
@MademoiselleAnne: acuta riflessione invece… l’agenda blogger è quanto di più infuenzabile esista nel web
@Il Nemico: la domanda è: Sara, ti senti più fuori o dentro il gioco? la risposta è: anche se mi illudo di starne fuori mi ritrovo più che mai dentro
@Paolo: pensavo infatti di organizzare un contest per il commentatore più divertente
(prima o poi la faccio questa pazzità)
Maggio 22nd, 2008 @ 15:15
@ALAN: perchè fai i siti web? Da anni che ti conosco non me ne ero mai accorto … (scusa ragazzo mio, ma non ho resisitito
)
Per quanto riguarda De Carli, se questi insigni letterati si documentassero un pò di più e venissero a conoscenza che la rete Arpanet inizialmente era stata creata per scopi MILITARI, forse ci penserebbero due volte prima di pronunciare la parola GIOCO (chi si ricorda WarGames? )
@SARA: aspetto con ansia il varo dell’iniziativa
Maggio 22nd, 2008 @ 19:30
Ne ho lette tante di supercazzole ma questa è di gran lunga la più originale
Maggio 22nd, 2008 @ 21:54
@Cristiano E’ che proprio non è un lavoro per me (ricorderai di sicuro il mio desiderio di andare a fare il manovale).

@Sara Il gioco lo faccio io quindi sono chi mi pare
Maggio 22nd, 2008 @ 23:11
@Cristiano & @Stefano: Naturalmente si tratta di una provocazione e il gioco è solo una metafora
@Alan: allora togli smashing magazine dai feed e dai un’occhiata a questo link
Maggio 23rd, 2008 @ 01:03
Perché non ci arrivo? Mi sento trisomico.
Maggio 23rd, 2008 @ 09:00
Sì, posso dire di essere d’accordo. In effetti ultimamente sto cercando di progettare pensando alla rete come a un grande campo da gioco. È anche vero che in rete posso creare dei playground chiusi e impermeabili all’esterno.
Ma il meglio arriva quando sei parte del meccanismo.
Maggio 23rd, 2008 @ 10:49
@Federico: dove potremo vedere gli sviluppi del tuo progetto? Sono certa che sarà qualcosa di notevole
Giugno 5th, 2008 @ 11:46
Sì, sono in parte d’accordo, ma a mio avviso, la rete va oltre il gioco e…il giocatore stessi.
Frequento la blogosfera da un anno circa e penso di essere una blogger un po’ anomala, ma le mie idee me le sto facendo.
Direi che la Rete sta evolvendo in maniera vertiginosa, assumendo i tratti di una diversa “Realtà”. Per i “digital natives”, ad esempio, ovvero i ragazzi che non hanno conosciuto l’era pre Internet, la rete ha assunto di fatto i connotati di un mondo reale.
Naturalmente dobbiamo intenderci sul significato di Realtà e Virtualità
Io parto dalla considerazione che non possa esistere una distinzione fra “realtà virtuale” e “realtà reale” semplicemente perché penso che non esistono realtà, ma solo virtualità. Voglio dire che le realtà sono sempre e comunque una proiezione dell’immaginazione e/o del linguaggio.
I mondi in cui di solito ci muoviamo, casa, scuola, ufficio, non sono meno virtuali dei mondi fatti di pixel e popolati da avatar.
…I personaggi e i mondi disegnati tra le righe di un romanzo non sono meno virtuali dei mondi disegnati dai pixel della Rete.
Basta! Mi fermo qui…non ho fatto colazione e non vorrei che il calo di zuccheri mi giocasse brutti scherzi.
Sempre interessanti i tuoi post, Sarì! Peccato non avere tempo per tutto!
Baci
annarita
Giugno 6th, 2008 @ 10:56
Mia cara Annarita,
anche le tue riflessioni sono sempre interessanti
Un bacione