Con un ritardo di cui mi mortifico vi segnalo un fatto molto serio. Riporto alcuni stralci dell’articolo scritto da Flavia Amabile.
Se Don Chisciotte fosse donna si chiamerebbe Wanda Montanelli. Da 25 36 giorni non mangia in segno di protesta contro le impari opportunità nel mondo della politica e in particolare del suo partito, l’Italia dei Valori. Antonio Di Pietro avrebbe, infatti, negato a lei e ad altre donne dell’Idv sia l’accesso al Parlamento che la disponibilità dei fondi previsti per legge per la promozione della politica al femminile.
L’hanno accusata, come sempre fanno in questi casi, di cercare notorietà, posti al sole. Lei fin dal primo giorno ha chiarito: inizio il giorno dopo l’ufficializzazione delle candidature, per evitare che si possa dire che sono alla ricerca di poltrone.
Oscurata dai mass media italiani la drammatica vicenda della Montanelli continua pero’ a interessare i media stranieri.
“Continuerò a digiunare fino a quando le istituzioni non si responsabilizzeranno di fronte al problema dell’inadeguata presenza di donne nei luoghi decisionali. Trovo indecente che in Italia la preponderante parte dei mezzi di informazione si ostini a tener sottaciuta la questione femminile come se dovessimo tutti rassegnarci ad avere una democrazia incompiuta e come se fosse normale che le donne non riescano a emergere.”
Tra la Carfagna e la Santanchè ero finita quasi in preda allo sconforto.
Ma allora esistono ancora le guerriere…
Leggo poi su Sorelle d’Italia che ha anche intrapreso una causa civile citando Di Pietro in giudizio per discriminazione (art. 2, 3, 51 della Costituzione e delle leggi europee) e con relativo danno esistenziale, un milione di euro e per i rimborsi previsti dalla legge 157 ‘Promozione delle Donne alla politica’ non corrisposti alle donne dell’Idv pari a 600 mila euro.
Wanda Montanelli ricorre in tribunale e in numerosi tribunali italiani stanno arrivando anche le denunce contro Giuliano Ferrara avviate un mese fa sulla falsariga della denuncia-pilota presentata a Milano dall’avvocato Sami Behare.
Ma allora esistono ancora le guerriere…

Un Commento
Si, fa piacere sapere che esiste ancora gente che crede davvero in quel che fa al punto di mettere in pericolo la propria vita.
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