Il senso di appartenenza
Posted on | Marzo 30, 2008 |
C’è una cosa di Pescara che non mi lascerà mai indifferente, nonostante l’abitudine, ed è la frotta immensa di gente che si riversa per le strade del corso il sabato pomeriggio.
Dalla piccola salita attigua alla stazione si può osservare distintamente una fiumana che si riversa su tutta la larghezza delle strade del corso chiuse al traffico.
Sembrerebbe che stanno andando da qualche parte. Sembrerebbe che ci sia un evento. E invece. Passeggiano beatamente e oziosamente, riempiono tutti i bar e le pasticcerie e soprattutto sfoggiano gli ultimi must della stagione.
Passare in mezzo a questa fiumana è davvero impressionante. E comunque trasmette un senso di calore tipico di un popoloso capoluogo di provincia.
Non a caso, la strada del corso, che dalla stazione collega direttamente al mare, è macchiettata in periodo elettorale di banchetti affamati di firme e propaganda.
Ed è troppo divertente vedere come la fiumana che intercetta i movimenti di chi si fa strada brandendo fogli e penna in mano, svicola sinuosamente rasentando i muri quasi. Questo perchè il sabato pomeriggio è leggero e disimpegnato, di natura.
Con una certa serenità, sorrido davanti alle vetrine della Feltrinelli, da cui si vede costantemente proliferare una parte della fiumana.
Sorrido davanti allo stesso capo portato almeno da una decina di persone, il che fa di quel capo il trend della primavera pescarese, ovvero: trench beige con occhialozzo da sole enorme.
Sorrido davanti ad alcuni che si lanciano nella fiumana per esaltare il proprio ego attraverso incredibili cappelli texani con cordoncino, strepitose acconciature ecc.
Sorrido davanti i tavolini all’aperto dei bar, permanentemente occupati e cicaleggianti e ricolmi di ogni ben di Dio.
Eh sì che Pescara ne ha di problemi, tuttavia il sabato pomeriggio è un piccolo rituale che celebra implicitamente il senso di appartenenza.
…
(Il mio sorriso, tuttavia, si è congelato fugacemente quando cercando l’Oggetto del Desiderio mi sono ritrovata davanti un cuore talmente grosso e vistoso rispetto alle mie aspettative che non ho potuto fare altro che uscire con la coda tra le gambe… )
…
E il vostro sabato pomeriggio com’è? Coltivate anche voi, più o meno consapevolmente, il senso di appartenenza?
Comments
4 Responses to “Il senso di appartenenza”
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Marzo 30th, 2008 @ 15:39
Leggiadra descrizione degli usi e costumi ai quali sono avvezzi i nostri conterranei!!
Molto consapevolmente, trasportato dal senso di inerzia che mi accompagna anch'esso in quella stessa fiumana di persone, anch'io coltivo il senso di appartenenza…

Marzo 30th, 2008 @ 15:45
direi di sì. solo perché in genere lo passo a casa dei miei
Marzo 30th, 2008 @ 18:27
Io no. Per la maggior parte dei milanesi che possono, funziona così: di sabato si cerca di andare in Liguria, e il centro storico lo si lascia allo sfoggio di occhiali da sole degli allievi degli istituti tecnici dell'hinterland, che calano in massa a fare qui lo struscio con le studentesse dei medesimi istituti.
Marzo 30th, 2008 @ 23:47
Ma come ti capisco!!! A Perugia è esattemente la stessa identica cosa, specie ai cambi di stagione è tutto uno sfoggiare degli ultimi trend della stagione. Ieri ho visto pazzi in maniche corte. Lo giuro!