Sara Taricani

Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

E chi l’avrebbe detto?

Posted on | Febbraio 28, 2008 |

Freschissima di giornata la notizia dell’approvazione dell’istituzione del registro delle unioni civili qui a Pescara.
Questi «Dico comunali», sdoganati dal consiglio di Empoli, si stanno diffondendo da Bologna a Pizzo Calabro, da Firenze a Voghera, da Padova a Bagheria, e poi Arezzo, Gallarate, Terni, Bari, Bolzano, Desio, Gubbio, Spello, Perugia e altri ancora, tra cui ora c’è anche Pescara, prima città in Abruzzo ad istituirli.

Il registro consentirà alle 11.000 coppie di fatto che si contano a Pescara di poter accedere ad alcuni dei diritti di cui godono i coniugi, come sgravi sulle imposte o subentro nelle locazioni di alloggi popolari. Ma soprattutto è il riconoscimento civile di una condizione liberamente scelta.

Voi eravate aggiornati su queste battaglie comunali sparse per l’Italia? Io non ne sapevo nulla…

Comments

5 Responses to “E chi l’avrebbe detto?”

  1. Sir Drake
    Febbraio 28th, 2008 @ 23:45

    Ma siete troppo avanti a Pescara!!!
    Avete Zapatero come sindaco?
    :D

  2. Sara
    Febbraio 28th, 2008 @ 23:54

    @Sir Drake:
    Il sindaco era contrario, in realtà la battaglia è stata combattuta da due agguerriti consiglieri di Rifondazione comunista…

  3. red-made
    Febbraio 29th, 2008 @ 10:50

    grandi, io pensavo che la cristianissima patria non avrebbe sposato l'idea almeno per i prossimi 30 anni..allora si può essere avanguardia anche con la chiesa inside

    red

  4. antonio vergara
    Febbraio 29th, 2008 @ 11:29

    beati voi… :-)

  5. Antonella
    Marzo 6th, 2008 @ 11:47

    Bellissima e giustissima cosa! Ma è sicuro???? Mi sembra troppo avanti per questa nostra cittadella…
    Stare insieme e godere di sacrosanti diritti, oso dire "naturali", senza essere obbligati a sposarsi - che per vari motivi si può non VOLERE  o non POTER fare - dovrebbe essere ovvio. Non se ne dovrebbe neanche discutere. Come per la parità uomo - donna. Discuterne è, purtroppo, ammettere che una certa distanza - attenzione! di "trattamento", non di "capacità"!- c'è. E' questo è deprimente, a dire poco.
    Il cammino è lungo e deviato da molti fattori. Ma, per fortuna, le idee possono avere una forza sorprendente.

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