Got back?
Posted on | Febbraio 24, 2008 |
Mi è capitato di sentire poco fa in radio la mitica Get Back… canticchiavo e disegnavo finché mi è sembrato di cogliere nel testo questa frase “But she was another man”… eh? Ho capito bene? Qualche minuto di scandaglio su Google e ho scoperto uno studio molto interessante :
In alcuni versi di Get Back, oltre alla descrizione caricaturale della madre di Loretta - vestita di tutto punto mentre aspetta che la figlia torni a casa - si trovano dei riferimenti provocatori a quelle realtà che la morale si rifiuta anche solo di sentir nominare:
Sweet Loretta Martin thought she was a woman
But she was another man
All the girls around her say she’s got it coming
But she gets it while she can
(…)
Get back, get back
Get back to where you once belonged
(…)
Get back, Loretta
Your mummy’s waiting for you
Wearing her high heel shoes
And her low-neck sweater[...] Loretta è il nome di un uomo che pensava di essere una donna - un travestito. [...] Il continuo “torna a casa” del ritornello si carica di non poca ironia in questo particolare contesto storico, che vede la controcultura sostituire al nucleo familiare la “comune”, modello di vita alternativo dove l’individuo è libero e autonomo senza sentirsi solo.
E mi sono messa a pensare ai tempi che corrono qui “in the BelPaese”: l’omologazione totalizzante nella società così come nelle canzoni, diversamente, un’incalzante evoluzione tecnologica…
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