Male. Da morire.
Posted on | gennaio 16, 2008 | 17 Comments
Quando ero piccola avevo delle persone intorno a me, amici di famiglia in prevalenza, la cui presenza, bonaria e chiacchierona, pensavo mi accompagnasse per tutta la vita.
Negli anni qualche legame si è allentato, ma i ricordi di bambina hanno sempre rischiarato di una luce calda il ricordo di queste persone.
Negli anni queste persone hanno avuto una vita difficile, ma io non ho mai sospettato la gravità dei loro disagi.
Alcune di queste sono venute a mancare nel corso del tempo. E continuano a mancare. Per loro volontà.
Non è terribile sentirsi talmente disperati da togliersi la vita? Non siamo tutti un po’ responsabili delle esistenze di cui la depressione s’impossessa, presi dall’egoismo di galoppare sui nostri riservatissimi percorsi di vita?
Se conoscete qualcuno che sta combattendo questa terribile prigionia, cercate di averne cura. Non sempre capiamo che conoscenti o amici possono stare talmente male. Da morire.
Comments
17 commenti to “Male. Da morire.”
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gennaio 16th, 2008 @ 18:20
Sara, ho perso un'amico a 20anni così e ricordo l'ultimo discorso avuto con lui, purtroppo non capii. lui era appena tornato dal militare ed io a giorni sarei partito. faceva domande sul mio futuro, lavorativo soprattutto. qualche mese dopo mi dissero dell'accaduto e crollai anch'io.
gennaio 17th, 2008 @ 00:37
Non mi è mai capitato direttamente, ma il padre della mia migliore amica si è suicidato. E' orribile e difficile da accettare per chi resta. ma non sempre si riesce ad aiutare chi si ha intorno.
gennaio 17th, 2008 @ 15:55
Si chiamava Sara, aveva appena 17 anni, era bellissima. Una di quelle ragazze che osservi attentamente e poi pensi "Non le manca nulla". Si tolse la vita gettandosi sotto a un treno. Ancora mi chiedo "perché?".
gennaio 17th, 2008 @ 16:26
@presveva:
ne abbiamo parlato in chat, infatti a volte la disperazione, il sentimento più profondo che guida questi atti, si rende invisibile ai nostri occhi.
@phoebe:
Non riesco neanche ad immaginare cosa deve aver passato la tua amica…
@Alberto:
Il perchè ce lo chiediamo sempre… tutti noi che restiamo… purtroppo non ci sono risposte
gennaio 17th, 2008 @ 20:30
la depressione e' un male oscuro terribile.
in Italia se ne parla troppo poco a mio parere.
gennaio 18th, 2008 @ 00:46
è che il vero atto di coraggio è restare.
a volte, è andare.
gennaio 18th, 2008 @ 13:22
A volte la depressione e la sua estrema conseguenza, il suicidio, non sono eventi autonomi, ma il più delle volte indotti.
Indotti dall'egoismo e dalle prevaricazioni degli altri: c'è sempre una percentuale di responsabilità da parte di terzi in eventi di questo tipo.
Allora è giusto parlare di suidicio? E' giusto accusare le debolezze di un singolo come unica causa del suo atto estremo?
Osserviamo i contorni, le sfumature …
Il suicidio, se indotto, non è forse una forma di omicidio, più sottile e, se vogliamo, ancora più feroce ?
Riflettiamo sulle nostre responsabilità.
gennaio 18th, 2008 @ 15:05
@ettore:
purtroppo i media parlano dell'incidenza della depressione solo in poche occasioni e naturalmente cercando di turbare il meno possibile… sai che mio padre, ex ferroviere, mi ha raccontato solo recentemente che molte volte i ritardi dei treni erano dovuti ai suicidi sotto le rotaie?
@cri:
Benvenuta cara… effettivamente il coraggio si può contestualizzare in modo diverso: morire per disperazione, vivere e lottare per disperazione… ad ogni modo, secondo me, la tragedia di una morte disperata deve farci soffermare di più sul valore della vicinanza, o della convergenza, umana… non credi?
@Cristiano:
Questo è il punto infatti. Ci sono infinite responsabilità quando si verifica un avvenimento del genere… Le prepotenze sono all'ordine del giorno. L'unica cura sociale secondo me è l'attenzione.
gennaio 22nd, 2008 @ 00:20
A volte però sembra che tutto vada bene e non riusciamo a renderci conto di quanto soffrano le persone che ci stanno proprio accanto…
agosto 27th, 2009 @ 14:07
Io mi toglierei la vita volentieri stufo e stanco di tante cose, litigi familiari, nessuno che mi ama vorrei morire travolto sotto un treno xkè nessuno mi vuole bene e nessuno mi ama solo la musica mi rallegra un po ma poi tutto svanisce ho il vuoto accanto a me nessuno ke mi possa dire quanto ti voglio bene ti amo nnt il vento è mio amico e basta
agosto 27th, 2009 @ 20:30
Ci sono situazioni difficili da affrontare. Purtroppo non c’è un sistema giusto o sbagliato per affrontarle. L’unica cosa che credo si debba cercare di fare tutti i giorni è ripetersi “se lascio han vinto loro” e affrontare un altro giorno. Una cosa è comune a tutte le ingiustizie e i soprusi che si subiscono: non meritano di vincere. MAI.
agosto 27th, 2009 @ 20:34
Non sempre la vita è facile, ma può essere ricca di sorprese, basta girare l’angolo…
agosto 27th, 2009 @ 20:46
Sono combattuto anche io. Il suicidio, in qualche modo, mi è passato vicino diverse volte, e ha coinvolto non solo amicizie, ma a volte qualcosa di più profondo. Verrebbe da dire, semplificando, che se puoi, dovresti fare qualcosa per aiutare… Ma è anche vero che chi si sente molto depresso e sta soffrendo, “funziona” in una maniera ben più intricata e delicata. Aiutare a volte non è la cosa giusta, ovvero cercare di “consolare”. Forse la cruda verità riesce a “sbloccare” una situazione triste… Forse, aggiungo, ci vorrebbe l’aiuto di un professionista… Questa, Sara, è una domanda da un milione: forse dovresti solo fare ciò che il cuore ti suggerisce.
settembre 13th, 2009 @ 23:51
a me ha aiutato il buddismo –> http://www.youtube.com/watch?v=Vd4QLP69pDo (nonostante l’ultimo post che ho scritto sul mio blog) notte
settembre 13th, 2009 @ 23:55
Ti ha aiutato a far cosa? A sopportare la Hilton?
Dai, speravo avesse effetti più benefici…
settembre 14th, 2009 @ 01:29
più o meno (la hilton la sopporto volentieri anche senza buddismo)
dicembre 21st, 2009 @ 11:21
Sara..a volte chi soffre di dipressione..non ascolta nemmeno gli altri..o fa finta di ascoltarli ma poi i suoi pensieri portano lo stesso al suicidio. O semplicemente si ha paura di dirlo agli altri, a chi ti sta vicino, perchè non potranno mai capire come ci si sente. io ci sono dentro..ho appena iniziato un percorso di cura presso un proffessionista, da solo una settimana.. questa mattina mi sono svegliata con il desiderio di prendere un treno, scendere ad una stazione isolata e piazzarmi sui binari aspettando il prossimo treno che so in partenza che non fermerà a quella stazione..