Dietro la ribellione
Posted on | Dicembre 13, 2007 |
Prima di accarezzare l’idea di usare l’esercito per sgomberare i ribelli soffermiamoci sulle parole di Carmelino Scalise, presidente dell’Unione Autotrasportatori aderente alla CNA provinciale di Catanzaro.
Arriva il fermo del trasporto e tutti inveiscono contro i camionisti e le imprese di trasporto. I cittadini si lamentano del caro benzina e che un pieno oggi costa 20 euro in più, i giornali ed i telegiornali fanno ampi servizi, invece per le aziende di trasporti che hanno subìto rincari del 50% ed oltre per i consumi e gli oneri di gestione delle aziende, guarda caso non interessa a nessuno.
Negli ultimi anni questa categoria di padroncini o piccoli imprenditori è stata vessata dai governi, sia di destra che di sinistra e perché no, anche dai rappresentanti dell’industria che ancora oggi si fermano alla tutela dei produttori e della grande distribuzione senza che il loro presidente, pur traendo grossi benefici da questo settore per l’azienda che presiede, si sia minimamente pronunciato sulle difficoltà che stanno determinando il tracollo, il fallimento e la chiusura di migliaia di aziende di trasporto ogni anno.
Nessuno ha detto che gli autotrasportatori finalmente scioperano perchè di tutti gli aumenti dei costi che hanno subito non hanno potuto ribaltarne nemmeno una piccola parte sulle tariffe e tutte le aziende sono in grande ma grande difficoltà e non riescono più nemmeno a pareggiare i conti tra costi e ricavi.
Le aziende che effettuano il trasporto di persone sono costantemente foraggiate dallo stato e dalle regioni con l’erogazione di milioni di euro per il rinnovo del parco BUS ed oneri di gestione, il trasporto merci è stato sempre ed è ancora escluso da ogni tipo di provvedimento (vedi legge 488 o di credito d’imposta, e leggi regionali).
Centinaia di milioni di euro sono stati spesi per tentare di creare possibili posti di lavoro in tutti i settori (molto spesso con risultati disastrosi per investimenti dissennati) ma non si è speso un solo centesimo per cercare di tutelare e salvare un settore che ha un indotto importantissimo per l’economia nazionale e viene bistrattato e vessato dalle istituzioni in primis e dall’industria poi.
Quando negli ultimi 3 tremendi anni le aziende hanno chiesto ai committenti di rimodulare le tariffe prendendo atto degli aumenti subiti, si sono sentiti rispondere…”se non vi conviene lasciate pure il lavoro…”.
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3 Responses to “Dietro la ribellione”
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Dicembre 13th, 2007 @ 10:35
E' comprensibile il punto di vista dei "ribelli" e chi li difende. Ma c'è una categoria, che non ha sindacati, non ha chi li tutela e peggio ancora non è considerata una categoria e non hanno alcun potere contrattuale.
A questa, non gli rispondono con la citata frase: "se non vi conviene lasciate pure il lavoro…”, rispondono con quella:
" o così o vi riduco anche lo stipendio e poi vi licenzio…tanto sai quanti li trovo".
Ora un bel indovinello:
"Chi è questa categoria?"
Dicembre 13th, 2007 @ 13:05
il VERO problema, soprattutto qui, è che il trasporto merci può esistere solo su gomma.
infatti lo sciopero dei camionisti ha creato un vero inferno, al punto da mettere in crisi quasi tutti gli altri settori.
immagina se dovesse succedere di nuovo e se, invece di 4 giorni, lo sciopero dovesse prolungarsi per 2 settimane. è esagerato, forse… ma metti che un bel giorno succede davvero………. che si fa?
dovrebbero decidersi, UNA BUONA VOLTA, ad investire in infrastrutture. il trasporto delle merci su rotaia dovrebbe essere una realtà e non un sogno, rimandato sempre "alla notte successiva".
Dicembre 15th, 2007 @ 21:39
Io avrei molto da dire su questa faccenda, visto che lavoro in una famosa azienda di trasporti e che in questi giorni passati di sciopero (e soprattutto nei primi giorni in cui si è ripreso…) ho assistito al delirio.
Ma starò zitta, che mica ne posso più…