Un altro sacrificio
Posted on | Dicembre 7, 2007 |
Periodicamente, quando l’evento esce dalla banalità quotidiana e s’impone come impressionante, i media tornano a parlare di morti bianche.
Questa volta a Torino un uomo è morto all’interno di un impianto siderurgico a causa di un incendio di proporzioni notevoli. Se leggete la notizia dal sito dell’Ansa, infarcita di particolari gotici, potrete trovare solo nella seconda metà dell’articolo
C’é anche rabbia nelle loro parole: “Si fanno troppi straordinari, la squadra coinvolta nell’incidente lavorava da dodici ore”, dice un operaio.
La giornalista usa la congiunzione “anche”, io credo che ci sia “soprattutto” rabbia per il sacrificio di una morte bianca.
Ho letto che sarà indetto una giornata di lutto cittadino in concomitanza con uno sciopero di 2 ore. Massimo rispetto per questi gesti simbolici, ma non sarebbe il caso che i sindacati si adoperassero un po’ meno simbolicamente per evitare che gli operai lavorino 12 ore al giorno?
UPDATE: L’articolo è stato tolto dal sito dell’Ansa, potete trovare un suo rimaneggiamento nella cronaca di Repubblica.it . Curioso leggere in quest’altro articolo che sono i sindacati a dire: “Quei lavoratori erano alla linea 5 da 12 ore”.
Tags: comunicazione > diffusione > informazione > morte bianca > punto di vista > responsabilità > scioperi > sindacati > Torino
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4 Responses to “Un altro sacrificio”
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Dicembre 7th, 2007 @ 07:27
sara,purtroppo le morti bianche nel nostro paese sono proprio una piaga. Una piaga alla quale non si può porre rimedio….I sindacati non possono fare più di quel poco che fanno;sono i datori di lavoro che non adeguano e applicano la legge 626. Io mi trovo di lavorare in una ditta nella quale il menefreghismo regna sovrano e,anche se, ogni anno si fanno i corsi sulla sicurezza,il problema non si risolve.Non serve quell'ora sporadica fatta magari in una bella sala riunioni,tra l'altro che profuma ancora di nuovo,a far capire quanto sia pericoloso oggi lavorare in un posto poco sicuro.I datori di lavoro,purtroppo il mio prima di tutto,sono refrattari ad argomenti del genere e si muovono solo quando nella ditta si verificano degli infortuni. RAGAZZI se non vogliamo farci male sul posto di lavoro, dobbiamo stare attenti a come lavoriamo.Siamo noi stessi a doverci preoccupare della nostra salute e a far si che non ci possa accadere nulla.
Dicembre 7th, 2007 @ 10:12
l'acciaieria in questione è vicino a casa mia (un paio di chilometri),e purtroppo non è nuova a queste cose.circa 4 mesi fa era successo qualcosa,e svariate volte mi ricordo di aver visto le colonne di fumo tossico dovute ad incendi.E meno male che i pompieri son proprio li di fianco.Purtroppo stamattina è mancato anche un altra persona,che aveva ustioni sul 95% del corpo.non oso immaginare che tremendo dolore.e i sindacati nulla.e qui non si può dire che non si poteva sapere,dato che non è la prima volta che accadono cose simili
Dicembre 7th, 2007 @ 12:55
questo fatto, che non è l'ultimo e non lo sarà, mette in risalto anche la legge biagi. un operai, ai microfoni di sky, sosteneva che sapevano delle scarse condizioni di sicurezza ma nessuno osava parlare per non essere cacciato alla fine del contratto a termine. anche questa è una emergenza da affrontare!
Dicembre 8th, 2007 @ 02:55
L'Italia va avanti così. Ci vuole l'emergenza per rendersi conto dell'esistenza di un problema! Adesso si parla di nuovo di malasanità, si solleverà un polverone e tra due settimane sarà tutto passato… Un saluto