Sara Taricani

Portami il girasole ch'io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Bang bang

Posted on | Novembre 11, 2007 |

Ho letto l’articolo di Gabriele Romagnoli su Repubblica e sono rimasta a metà tra il divertito e il costernato.

Il giornalista dipinge un’ambientazione quasi fantascientifica fatta di delitti & orrori vari le cui trame sono anticipate tra i post dei blog e i video di youtube.

Con uno stile un po’ drammatico, fatto di proposizioni brevi e spezzate, snocciola una serie di luoghi comuni, butta qui e là qualche concetto filosofico con la passione di Don Chisciotte. Contro i mulini a vento.
L’articolo del suddetto giornalista si conclude con una frase degna, invece, dell’ultimo atto dell’Amleto shakesperiano:

“Guardami, sono solo, non ho niente da dire, ma dedicami la tua attenzione, ascoltami, leggimi, comprami o ti sparo e poi, forse, mi sparo”.
Vero è che molti blogger scrivono per egocentrismo su un impianto diaristico, ma strumentalizzare la vanità di rendere pubblici i propri scritti per costruire una fenomenologia ad hoc dei nuovi mostri mi sembra eccessivo. Non solo, mi sembra anche fuorviante, in quanto incanala ambiguamente le emozioni del lettore alimentando la paura del diverso che lui chiama “Altrove” e che semplicemente si chiama web.

Perché Gabriele Romagnoli probabilmente ignora che stiamo vivendo una potente transizione in cui la comunicazione sta diventando sempre più ramificata e globale, democratica e universale grazie a Internet.
Non si può negare che in questo vortice di partecipazione collettiva esista una minoranza disturbata che sfrutta i serivizi di condivisione della Rete per i propri deliri di onnipotenza. È ridicolo se non offensivo, però, pensare di attuare una generalizzazione tale da censire all’interno della Rete stessa un’alienazione potenzialmente criminale.

La verità, invece, è che tutti oggi possono fare comunicazione, tutti possono attingere a una molteplicità variegata di fonti e di esperienze personali: attraverso i motori di ricerca, oltre “le passioni e le perversioni” in comune, si può trovare non “uno spettacolo di seconda visione”, ma un’informazione di primissima visione che viene incontro ai cittadini, prima che ai quei settari dei blogger.

Cosa penserebbe il nostro giornalista se sapesse che esistono anche blog didattici, di e-learning e tecnologie educative?

E allora il blog non è “la rivincita degli esclusi”, ma più che mai degli inclusi, che rifiutano di saziarsi dei tradizionali mezzi di comunicazione e dei canti delle sirene pubblicitarie e all’interno della Rete e in funzione di essa cercano, leggono, approfondiscono, comunicano, interagiscono, si mobilitano, diffondono.

Fanno parte integrante della società e la arricchiscono apportando il loro contributo.
Ma come può un giornalista demonizzare la natura sorgiva del web quando il suo mestiere è proprio quello di curare la genuinità democratica dell’informazione?

Comments

7 Responses to “Bang bang”

  1. massimo cavazzini
    Novembre 11th, 2007 @ 03:20

    Francesco ha scritto un post con il 95% di inesattezze e falsità. Non sa di cosa parla, questo è quanto.se vuoi info sullo skypephone,
    http://www.maxkava.com/2007/11/skypephone.html

  2. annarita
    Novembre 11th, 2007 @ 03:35

    Ho appena finito di leggere l'articolo di Romagnoli e devo convenire di aver provato la tua stessa sensazione, Sara.

    Condivido la tua analisi, che trovo realistica e sensata. Il signor Romagnoli si è fatta una visione parziale dei nuovi modi con cui avviene la comunicazione…
    Grazie di aver linkato il mio blog didattico.

    Ciao:)

  3. Categong
    Novembre 11th, 2007 @ 04:57

    Avete ragione tutti e due, per come la vedo io.
    Perché ogni mezzo ha i suoi lati oscuri.
    Ma lui sembra non rendersi conto che assume un atteggiamento da caccia alle streghe.
    Che la conoscienza progredisce tanto velocemente al giorno d'oggi, proprio perché è alla portata di tutti.
    Internet è un'enciclopedia virtualmente illimitata, avrebbe fatto la gioia di ogni illuminista.
    Non ci si può rifugiare in ragionamenti da Medio Evo.

  4. abel
    Novembre 11th, 2007 @ 12:51

    come al solito nessun giornalista si informa prima di far un articolo decente sulla blogosfera e tutte le sue ramificazioni..

  5. antonio vergara
    Novembre 11th, 2007 @ 22:41

    la tendenza dei giornalisti poco inclini alla vita della blogosfera è proprio quella di scrivere articoli schiumosi, cioè che raccolgono solo nozioni semplicistiche qua e là.

  6. pensiero libero
    Novembre 12th, 2007 @ 18:04

    Così come tanti altri aspetti del nostro Paese, anche l'informazione esce molto raramente dalla consueta mediocrità e dall'asservimento vile ai poteri economici e politici che ne reggono le fila. Questi ultimi hanno da poco compreso (per colpa/merito di Grillo) che la voce libera e incontrollabile che viene fuori dal mondo della blogosfera è un grande e potenziale pericolo. Le affermazioni di Romagnoli a mio avviso non sono casuali o frutto di involontaria ignoranza sull'argomento, ma si inseriscono volontariamente su un solco di denigrazione alla libertà di pensiero nel web…
    Il disegno di legge Levi, mi vien da pensare,  avrebbe tracciato finalmente il maledetto solco

  7. annarita
    Novembre 12th, 2007 @ 19:36

    @pensiero libero: se così fosse - e potrebbe essere- sarebbe ancora più preoccupante…..

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