Sara Taricani

Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Riflessioni

Posted on | Novembre 8, 2007 |

La mia impressione è che viviamo in un mondo surreale…

disoccupazione, emarginazione sociale, crisi economica, canalizzazione dell’informazione, degrado delle zone urbane e delle strutture pubbliche, discriminazioni perpetrate a tutti i livelli, violenze, devastazione dell’ambiente, impoverimento della popolazione, ma la cosa che mi addolora specificatamente è la mancanza di consapevolezza nella nuova generazione, educata da insegnanti indolenti a prendere solo le nozioni dai libri, ignari dei nuclei di pensiero che gravitano intorno alla Storia. Una generazione che riempie un vuoto esistenzialista con perversioni fin troppo nominate nelle cronache nere. Una generazione che spesso trascina con sè, fin dalle elementari, delle lacune spaventose nella grammatica, nel beato disinteresse dei genitori. La grammatica, capite, praticamente il presupposto fondamentale per capire, esprimersi, comunicare.
Alla luce di tutto questo, ci si aspetterebbe che il governo italiano inizi ad attuare delle risoluzioni importanti. Invece leggo che il segretario del Partito dei Comunisti Italiani Diliberto ha proposto di portare la salma di Lenin a Roma e si rammarica che il governo Prodi “non riesca a portare i valori della Rivoluzione d’ottobre“.
Resto perplessa e vi suggerisco di leggere “La fattoria degli animali” del mio amatissimo Orwell, un capolavoro accessibile a tutti.
Rielaboro le informazioni di Wikipedia:
Per i suoi riferimenti precisi “La fattoria degli animali” è stata spesso considerata una satira del comunismo sovietico. Alcuni vi leggono, tuttavia, tratti distintivi di altri regimi, come la nascita della corruzione e il perseguimento di interessi personali da parte dei detentori del potere.
Nel racconto i maiali (che rappresentano i dirigenti del partito) utilizzano gli strumenti della dittatura: la manipolazione delle emozioni, la disinformazione, il controllo del cibo e dell’educazione, tema fondamentale quest’ultimo in quanto gli animali credono ciecamente alla propaganda proprio perché ignoranti. Gli ideali di uguaglianza e fraternità, proclamati al tempo della rivoluzione condotta dagli animali della fattoria contro il fattore, saranno alla fine traditi.
Orwell sottolinea ironicamente l’utopia del comunismo, in quanto nessun uomo riuscirà mai a debellare il desiderio di potere.
Il messaggio della favola è che qualunque rivoluzione che si proponga di instaurare un’utopia è destinata a fallire e a trasformarsi in tragedia. Infatti, tutto il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe in modo assoluto (Lord Acton).
E ora buona lettura a chi vorrà leggere…

Comments

5 Responses to “Riflessioni”

  1. antonio vergara
    Novembre 8th, 2007 @ 22:53

    bello, non saprei cosa aggiungere visto che condivido ogni pensiero da te magistralmente espresso. brava!

  2. Sara
    Novembre 8th, 2007 @ 23:18

    @antonio: grazie, il tuo intervento mi lusinga :-)

  3. Come campa Mattia » Blog Archive » “La voglio anch’io!” “No, tu no!” ovvero il gioco del baratto storico
    Novembre 9th, 2007 @ 08:44

    [...] P.S. Ne hanno parlato anche (almeno) loro: Daniele Ferretti Zero10 reloaded The brugnols Skizopsycho Accento svedese Mikornr!!! Stefano “Free.9″ Scardovi tumblr Damiel - teorie e tecniche di una jyhad quotidiana Sara Taricani [...]

  4. Fabrizio
    Novembre 14th, 2007 @ 18:53

    La tua riflessione è molto interessante e concordo in pieno con tutto, solo che, secondo me, non è affatto una tua impressione, quanto la nuda realtà, e inoltre trovo che la situazione sia molto più drammatica. Sicuramente in ogni epoca sono esistite disuguaglianze di questo genere, ma solo nell'epoca contemporanea io le trovo molto più ipocrite che nel passato. Da una parte si esalta il proprio aspetto, la propria ricchezza (basta fare riferimento a MTV ora, che dovrebbe essere un canale dedicato ai giovani, o anche alle pubblicità di ogni tipo, in tv, sui giornali, per strada) ai lavaggi del cervello delle pubblicità, e dei mass-media in generale. Io poi sono di Rimini ed ogni estate vedo migliaia di ragazzi per strada tutti vestiti all'ultimo grido e con gli ultimi gadgets che fanno tendenza, e ne conosco anche diversi, e la maggior parte di loro sono ragazzi caratterialmente piatti, senza una sfaccettatura peculiare che li caratterizza. (probabilmente non sono abituati, o non sanno, a mostrare i loro pensieri)
    Da lato opposto invece, come dici tu, troviamo disoccupazione, emarginazione sociale, crisi economica… E vorrei anche menzionare il movimento dei "punkabbestia", nato dal punk, ma che ha perso parecchie cose di quest'ultimo, ed ora, nella vita che faccio tutti i giorni, e attraverso i miei amici punkabbestia, rappresenta solo uno stile di vita "fuori dal sistema", ma in troppi aspetti identico a quelli "dentro il sistema".
    Riguardo all'istruzione vorrei essere un po' ironico: perchè migliorare l'istruzione se è così faticoso imparare, se i ragazzi non hanno voglia di studiare ma di divertirsi in altri modi, se la curiosità manca, se il governo non mi paga abbastanza per farlo, se non ho una spinta personale? E' più facile fare in questo modo. E ovviamente tutti se ne fregano finchè non si arriva a fatti estremi come atti sessuali verso gli insegnanti, o bambini che prendono in ostaggio la classe (vedi qui). A questo punto, giustamente e ovviamente, si punta il dito verso chi si può, si alzano casi di stato, e i telegiornali riempiono la locandina del giorno (grande Gaber!).
    Anche il libro di Orwell che hai citato è molto appropriato, visto che secondo me il fattore comune che impregna tutte le attività umane del mondo sono esclusivamente gli interessi propri e personali delle persone che possono manifestarsi in molteplici sfaccettature (e quindi, in riferimento al governo, non si può pretendere che prestino ascolto a coloro ai quali almeno in teoria devono la loro elezione per rappresentarli). Però ritengo molto più appropriato 1984: non ci sono ancora macchinette che sorvegliano esplicitamente, ne veniamo catturati se parliamo male del governo (anche se in america qualcosa di simile è successo), ma sicuramente si sta lavorando su un piano per quella direzione (vedi NGSCB, Echelon, e tanto altro).

    Poi di mio, nella mia breve esperienza di vita, sono anche molto pessimista, e penso che nulla cambierà fino ad un punto di rottura, dopodichè i cambiamenti che avverranno non saranno affatto piacevoli.

    Probabilmente sono stato troppo prolisso, troppo veemente, e sn andato anche un po' fuoi argomento, ma visto che in genere non lascio di questi commenti su internet e ho trovato un articolo interessante, non ho potuto fare a meno di dire quello che è il mio pensiero.

  5. Sara
    Novembre 14th, 2007 @ 19:14

    Fabrizio,
    grazie per il tuo commento e grazie per aver linkato il testo della canzone di Gaber che non conoscevo…
    C'è un'aria, un'aria, ma un'aria che manca l'aria…
    A presto :-)

Leave a Reply