Skip to content

Tanti saluti

Il nuovo disegno di legge sul futuro monitoraggio a cui saranno sottoposti molti siti editoriali e probabilmente anche personali, pubblicato da Repubblica recentemente, ha scatenato reazioni emotive variegate: indignazione, turbamento, sarcasmo, rabbia, fiducia nell’attuale stato di libertà democratica.

A me, invece, è tornato in mente uno dei romanzi più belli che abbia mai letto: 1984 di Orwell, una fonte visionaria e realistica da cui attingere sempre nuove riflessioni.

Nulla si possedeva di proprio se non pochi centimetri cubi dentro il cranio.
Il sole aveva girato, e le finestre del Ministero della Verità, che non ne ricevevano più la luce in pieno, apparivano buie e sinistre, come le feritoie d’una fortezza.

Il cuore di Winston accusò un senso di paura di fronte a quell’enorme struttura piramidale. Era troppo forte, non avrebbe potuto essere sradicata. Mille bombe-razzo non sarebbero riuscite ad abbatterla.

Si chiese ancora per chi stava scrivendo il diario. Per il futuro, per il passato… per un’epoca che avrebbe potuto essere del tutto immaginaria. E dinanzi a lui non c’era la morte, ma solo l’annullamento.

Il diario sarebbe stato ridotto in cenere e lui stesso in vapore. Solo la Psicopolizia vi avrebbe potuto leggere, innanzi di cancellarlo dall’esistenza e dalla memoria. In che modo si sarebbe potuto fare appello al futuro, quando nessuna traccia di se stessi, nemmeno una parola anonima scarabocchiata su un pezzo di carta, avrebbe più avuto la possibilità materiale di sopravvivere?

Il teleschermo battè le quattordici. Sarebbe dovuto uscire dopo dieci minuti. Avrebbe dovuto essere di nuovo al lavoro per le quattordici e trenta.
Per quanto fosse strano, quel battere dell’ora aveva infuso in lui una sorta di pallida fiducia. Era un solitario fantasma che proclamava una verità che nessuno avrebbe mai udita. Ma per tutto il tempo in cui avrebbe durato a proclamarla, in un qualche misterioso modo la continuità non sarebbe stata interrotta.

Non era col farsi udire, ma col resistere alla stupidità che si sarebbe potuto portare innanzi la propria eredità d’uomo. Se ne tornò al tavolo, intinse la penna, e scrisse:
Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli… a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto:
Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del bispensiero… tanti saluti!

UPDATE: Il ministro Gentiloni ha chiarito la situazione:

Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in Parlamento che nei dibattiti pubblici, anche martedì scorso, rispondendo a una domanda del verde Fiorello Cortiana. Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. [...] meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.

4 Commenti

  1. Lo psicologo ha scritto:

    Un decreto di legge preoccupante che nasce da presupposti del tutto infondati e arriva a conclusioni deliranti.

    Con tutti i problemi che abbiamo in Italia loro (i politici) vanno a pensare ad un modo per regolamentare internet che è una delle poche che funzionano veramente bene….

    Sarà perché finora la politica ne è rimasta fuori?

    Io quasi quasi penserei di sì, se mi è concesso.

    Domenica 21 Ottobre 2007 alle 00:13 | Permalink
  2. gianluca ha scritto:

    ciao, bel blog, vorrei fare uno scambio
    http://gianluca-revolution.blogspot.com

    Domenica 21 Ottobre 2007 alle 11:08 | Permalink
  3. maxanima ha scritto:

    Forse si sono accorti della fesseria che stavano facendo, leggete l’articolo sul Corriere della Sera.
    http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_20/ddl_legge_editoria_blog_gentiloni.shtml
    Sottolineo un passaggio di quel che dice Gentiloni:“Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità - continua Gentiloni - (Come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog) per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri.”Cioè, manco leggono le leggi proposte. Ussignor

    Domenica 21 Ottobre 2007 alle 11:47 | Permalink
  4. antonio ha scritto:

    Parola d'ordine:Mobilitazione di massa.

    Lunedì 22 Ottobre 2007 alle 15:22 | Permalink

5 Trackbacks/Pingbacks

  1. La legge Levi-Prodi - la Rete è incazzata « gp il Sabato 20 Ottobre 2007 alle 22:22

    [...] Sara Taricani [...]

  2. [...] Sara Taricani [...]

  3. L’Italia è un regime. Espatrio. il Domenica 21 Ottobre 2007 alle 17:31

    [...] Sara Taricani [...]

  4. internet tax? no grazie « Making my way (out of this city) il Lunedì 22 Ottobre 2007 alle 01:08

    [...] Sara Taricani [...]

  5. Blog e riforma dell’editoria | ABCDiritto.it il Domenica 4 Novembre 2007 alle 09:27

    [...] factory / Nuovi business / Suzukimaruti / Web village / Imperia parla / Il blog di Lucacicca / Sara Taricani / Business e conoscenza - Il blog di Andrea Bichiri / Blog a progetto / Freedom - libertà di [...]

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà mai pubblicato o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *
*
*