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Ambientarsi al rispetto

What would happen if every blog published posts discussing the same issue, on the same day?
Mi auguro un minimo di sensibilizzazione. Un modo di avvelenare l’ambiente è anche spegnere una vita mentre si guida un mezzo, ubriachi. Inconsapevolmente, colposamente. Proprio oggi una ragazza di Pescara è stata falciata da una donna con un tasso alcolico 6 volte superiore quello consentito. Nonostante avesse tentato la fuga, la donna è stata arrestata con le accuse di:
omicidio colposo;

guida in stato di ebbrezza;

omissione di soccorso;
Con i necrologi del lunedì mattina verrebbe da chiedersi perché mai, nella Civiltà del Terzo Millennio, che dovrebbe salvaguardare a ragion veduta l’ambiente e chi lo popola, il valore della vita dei singoli sia precario e svilito come accadeva nei secoli scorsi in cui prevalevano barbarie, atrocità e sopraffazioni.

Oggi la violenza è una parte della quotidianità contro cui insorgiamo fiaccamente, come se fossimo drogati dalla rassegnazione.

Siamo in guerra e non ce ne accorgiamo, i morti sulle strade italiane hanno superato il numero dei caduti in Vietnam (oltre i 72.000 negli ultimi 10 anni); tuttavia perdura un certo tipo di propaganda futuristica dell’ebbrezza a 4 ruote.

Ricordo un articolo di Tobias Jones, di qualche anno fa, profondamente attuale, con una citazione di G. K. Chesterton molto interessante:

È un’abitudine lamentarsi dell’incessante attivismo della nostra epoca. Ma in realtà il principale segno distintivo della nostra epoca è una profonda pigrizia e stanchezza; e il fatto è che la reale pigrizia è la causa dell’apparente attivismo. Si prenda un esempio tratto dal mondo esterno: le strade sono piene del frastuono di taxi e automobili; ma ciò non si deve all’attività, bensì al riposo degli esseri umani. Vi sarebbe meno frastuono se vi fosse più attività.

Non ho niente contro i motori, ma esaltiamo anche il buon senso. Come possiamo rispettare l’ambiente se non rispettiamo la vita di coloro che lo percorrono?

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