Sara Taricani

Portami il girasole ch'io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Umani troppo umani

Posted on | Settembre 21, 2007 |

Quando sbirciavo i blog riportati sulla rubrica di Federico Fasce su Apogeonline restavo davvero come una bambina davanti alla vetrina dei dolci.

In questo modo ho conosciuto Massimo all’inizio di quest’anno e ho partecipato al PubCamp creandone il logo e mentre seguivo i preparativi dell’evento curiosavo anche tra i blog dei partecipanti. Tutti intelligenti, acuti, appassionati… non immaginavo all’epoca che la velleità della comunicazione, quella propulsione che ha dato vita successivamente al mio di blog, fosse un bene tanto prezioso quanto corruttibile come l’aria pura; in certi momenti la comunicazione si inquina a tal punto da diventare poco più di un’utopia.

Sono stata menzionata nel blog di Roberto Dadda, a esempio di un tentativo “puerile” da parte di Marco di ottenere un supporto da “branco”, niente di più fantasioso davvero: Marco era semplicemente in quel momento ironico ed esasperato (proprio come me).

Ora, non ho ben capito le aspettative del Lettore Medio nei confronti del Blogger che segue, mi piace però sottolineare una cosa: non è che un blogger, artifex più o meno raffinato di contenuti più o meno interessanti, possa sempre porgere l’altra guancia, non per altro, ma ne ha solo 2.

Nel mio blog campeggia un girasole e l’invito a portare le proprie prospettive luminose e appassionate. Questa per me è la comunicazione.

Nella comunicazione pura non esistono stilettate e provocazioni offensive, solo spunti di riflessione.

Impossibile pensare, però, di non incorrere in equivoci e trappole più o meno grossolane, poichè purtroppo la comunicazione ha sempre un margine di opacità, di superficialità e di questioni personali sotterranee solitamente irrisolte. Queste cose e altre ancora permeano la struttura del discorso e inevitabilmente la corrodono.

Nonostante tutti abbiano la libertà di esprimersi, e quindi potenzialmente di spiegarsi e argomentare e venirsi incontro, si creano spesso situazioni di preclusione totale, di barricamenti feroci.

Dalla libertà di parola si passa facilmente all’asprezza di parola che ostracizza ogni moderazione.

Poiché stoici non si è di natura, vedo che si vive e si scrive in un equilibrio precario tra un’indifferenza pacata generalizzata e una delicata ipersensibilità per alcune personalissime Questioni di Principio.

C’è da scandalizzarsi se un blogger toglie il diritto di replica a uno o più militaristi incalliti? Dal mio punto di vista la libertà di parola non è un diritto ma un lusso, per questo la parola stessa va regolata con cura. Può capitare quindi che un blogger tolga il lusso di replica, del resto non si può pensare di predisporre una tavola rotonda con i coltelli nelle tasche.
Se qualche lettore si è impressionato per le mie invettive mi dispiace, ma ripeto, le guance sono solo 2 e le Questioni di Principio sono la linfa delle coscienze.

 

Comments

2 Responses to “Umani troppo umani”

  1. Roberto Dadda
    Settembre 21st, 2007 @ 10:38

    Sara sei finita nel mio post non perché volessi citare te, è la prima volat che entro nel tuo blog, ma perché Marco ti cita.  Ho fatto un cut and paste solo per mostrare come Marco dopo avere dichiarato di censurare i miei interventi continua a scrivere di me insultandomi (mi da dell'infimo).
    Credo che indipendentemente da tutto questo sia un atteggiamento che non rientra nei canoni della correttezza.
    Il tuo discorso sulla censura, perché di censura si tratta anche se sembra ci sia un certo pudore ad usare questa  parola, è molto pericoloso.  Vedi dipende dalle motivazioni, io in decine di anni di fido, newsgroup e web credo ci avere censurato post che si potrebbero contare con le dita delle mani, quasi sempre perché contenevano bestemmie.
    Censurare qualcuno solo perché ti sta chiedendo un chiarimento sulla coerenza di una articolo che hai scritto con una tua iniziativa non creo sia positivo e maturo.
    Visto che sembri essere una delle persone convinte che io abbia insultato Marco mi trovi per favore UN insulto, UNO SOLO personale?

    bob

  2. Sara
    Settembre 21st, 2007 @ 12:40

    Roberto,
    ci sono mille e mille modi di ledere la dignità e la sensibilità di una persona, come ad esempio scagliarsi e infierire continuamente su di essa. Trovo molto curioso che, dopo l’intervento di Marco che ha denunciato degli atteggiamenti non proprio corretti da parte sua, lei replichi invitando i lettori e anche me a trovare tout court gli insulti che lei avrebbe fatto a Marco. Invece io vorrei chiederle:

    1-    è vero piuttosto che ha risposto *PLONK* (N.d.A. http://en.wikipedia.org/wiki/Plonk  nell’ultima discussione che ha scatenato intorno a Marco e che è finita via email?
    2-    è vero che ha scritto pubblicamente di non leggerlo più perché scrive cose insensate?  
    3-    È vero che la si ritrova a criticare con livore quello che scrive Marco ovunque?
    4-    E' vero che ha usato nomignoli, ha storpiato il suo nome e alimenta antipatie nei suoi confronti?
    5-    E' vero che scrive gratuitamente peste e corna su di lui ovunque?
    6-    È vero che lei lancia il sasso e poi nasconde la mano?

    Da quello che ho letto lei non ha negato queste affermazioni ma ha preferito mobilitare lo sdegno verso la censura e gli insulti che Marco le avrebbe rivolto.
    “La mancanza di rispetto, anche se meno aggressiva di un insulto diretto, può ferire in maniera altrettanto viva. Non c'è insulto, ma nemmeno riconoscimento; la persona coinvolta semplicemente non viene "vista" come essere umano pieno, la cui presenza conti qualcosa.
    Quando la società tratta la massa della gente in questo modo, accordando solo a pochi il riconoscimento, crea una carenza di rispetto, quasi come se si trattasse di una sostanza troppo preziosa da far circolare. Al pari di altre carestie, anche questa è opera dell'uomo; ma a differenza del cibo, il rispetto non costa niente. Perché, allora, ne viene dispensato così poco?”
    (R. Sennett, Rispetto) 

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