Sara Taricani

Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

In front of your nose

Posted on | Settembre 8, 2007 |

Marco Camisani Calzolari ha scritto un post da “occhi aperti” e avverte sul pericolo di un’eventuale navigazione “guidata” da parte di alcuni provider legati economicamente a vari fornitori di servizi, un limbo di limitazioni che già inizia a permeare il web. Pubblico il video secondo me molto esplicativo.

 

To see what is in front of one’s nose needs a constant struggle.

(George Orwell)

Nelle parole di Massimo Cavellini:
[…] Lawrence Lessig, docente di diritto a Stanford e forse il più antico e stimato tra i teorici del rapporto tra Internet e sistema giuridico, la mette in questo modo:

“Net neutrality significa semplicemente che tutto il contenuto diffuso in Rete ha gli stessi diritti di movimento. Più esattamente: il diritto di muoversi attraverso il network alla medesima velocità.

Ai padroni dei cavi che consentono ad Internet di funzionare non può e non deve esser concesso, per legge, alcun potere di selezionare o discriminare. Perché proprio questo è l’originale disegno libertario, la caratteristica rivoluzionaria che ha trasformato Internet in un’incontenibile forza di perenne rinnovamento, di continua crescita economica e sociale”.
I “padroni dei cavi” altri ovviamente non sono che le grandi compagnie di Tlc, telefonica o via cavo. O, più in concreto: le due contrapposte accoppiate At&t-Verizon e Comcast-Time Warner. [...] Sono questi, secondo Lessig e moltissimi altri, i mostri che, con la non gratuita complicità di settori della politica, si preparano ad ingurgitare l’originaria “natura democratica” della Grande Rete.
In sostanza: in feroce concorrenza tra loro, ma con assoluta comunità d’intenti, At&t, Verizon, Comcast e Time Warner si preparano a trasformare la famosa “autostrada dell’informazione”, fino ad oggi più o meno egualitariamente aperta a tutti, in un percorso a corsie differenziate.

Da un lato le linee veloci - riservate a chi paga per il loro uso - dall’altro i polverosi e lentissimi sentieri dei comuni cybernauti.

O, per meglio dire: da un lato i web sites “protetti”, offerti ad una velocità evidentemente proporzionale al costo del biglietto d’entrata; e, dall’altro quelli che, costretti a viaggiare lungo strade secondarie, arrivano a destinazione (quando ci arrivano) esausti, al termine di faticosi percorsi e di lunghe code.

[...] Privata d’ogni garanzia di “neutralità”, sostiene Lessig, la Grande Rete finirebbe per diventare, in questo squadro, lo specchio di quella che già oggi, negli Usa, è la tv via cavo: un “universo nel quale un ristrettissimo gruppo di grandi corporazioni decide che cosa devi vedere e a quale costo”. Ed il tutto a discapito, non solo della tua libertà e del tuo portafoglio,ma anche della capacità d’innovazione tecnologica.
“La maggior parte dei grandi rivoluzionari della storia di Internet - dice Lessig - ha cominciato in un garage con molte idee e pochissimo capitale. E tutto ciò non è certo accaduto per caso, perché proprio la neutralità del sistema ha fin qui minimizzato le capacità di ricatto dei proprietari del network, esaltato ai suoi massimi livelli la competitività ed aperto la porta a tutti gli outsider desiderosi di partecipare al gioco.
[...] I vantaggi dell’uguaglianza elettronica sono reali, ma legati ad una sorta di adolescenza della rivoluzione. La quale, per raggiungere la sua vera maturità, ha ora bisogno di fare i conti con le maturissime ed ineludibili leggi del profitto.

[...] In breve: se i padroni dei cavi non ricavano nulla dalla loro proprietà, in base a quale principio economico dovrebbero investire per garantire al network che, a sua volta, garantisce la sopravvivenza di Internet, la necessaria innovazione tecnologica?

Libera concorrenza significa, per i giganti delle Tlc, soprattutto libertà di competere tra loro per fornire, via Internet (e naturalmente a pagamento) una proposta di “connessione globale” (telefono, più tv, più accesso superveloce alla Rete). [...]
Lo scontro è apertissimo. Ed è davvero uno scontro tra giganti. Da un lato quelli delle Tlc (At&t, Verizon, Comcast, Time Warner, per l’appunto) e, dall’altro, quelli dei “contenuti” (Google, eBay, Microsoft, Yahoo!), questi ultimi con l’appoggio delle, chiamiamole così, “masse proletarie”. Ossia: di tutte le organizzazioni del consumo, a prescindere dalle fedi politiche.
Come finirà? Nell’apologo di Orwell (evidentemente scritto pensando all’Unione Sovietica di Stalin) il maiale Napoleon - il meno intelligente degli animali della fattoria, forse, ma anche il più capace di muovere le leve del potere - finisce per vincere. E per uccidere, nella sua vittoria, tutte le speranze di libertà e d’uguaglianza che l’insurrezione aveva suscitato. At&t, Verizon e Comcast non sono ovviamente dei maiali. Ma la storia, ammonisce Lessig, potrebbe avere un analogo finale.

Comments

One Response to “In front of your nose”

  1. Cristiano
    Settembre 8th, 2007 @ 17:23

    Se ne parla da tempo.. ma non solo per il mondo internet ma anche per il mondo PC. Non è ancora stata abbandonata quell’idea di associare fisicamente i software all’hardware rendendo pressocchè inutilizzabili i software di tipo open source o gratuito a meno del pagamento di un dazio al detentore della tecnologia hardware per avere il cosiddetto “codice di attivazione”. Attori del complotto, i soliti: Intel e Microsoft. Per ciò che concerne internet ti ricordo che all’estero qualcosa è già in atto: memorabile il caso del Blog di Bepper Grillo in Cina mentre adesso è stato bloccato il dominio WordPress.Com in Thailandia ed in Turchia. E pensare che quest’ultima vuole entrare in Europa.

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