Sara Taricani

Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Gulliver, do you speak Italian?

Posted on | Settembre 7, 2007 |

Ho trovato un articolo che mi ha divertito tantissimo, non posso non condividerlo con voi…

SCOPERTO UNO DEI PAESI DESCRITTI DA GULLIVER NEI SUOI FAMOSI VIAGGI

“E’ stato finalmente individuato uno dei luoghi visitati da Gulliver nel corso dei suoi famosi viaggi: quel paese ridotto in condizioni miserabili nel tentativo scombinato di rendere felice l’umanità, il paese in cui tutto funziona alla rovescio, è sicuramente l’Italia.

E’ stato definitivamente risolto anche il mistero di quella strana isola galleggiante nello spazio (che solo la fantasia d’un marinaio poteva concepire). L’isola volante era in realtà un antesignano dei moderni dirigibili, fatto costruire dai Savoia per compiti di spionaggio.
Corrisponde invece fedelmente alla verità, anche se non si hanno più notizie dell’Accademia degli Inventori, la descrizione del paese di Balnibarbi, dato che essa coincide esattamente con i racconti di altri viaggiatori che hanno attraversato l’Italia nella stessa epoca.

Ma la prova più convincente che è proprio questo il paese visitato da Gulliver nel suo terzo viaggio, è che anche l’Italia di oggi è stata rovinata da idealisti intolleranti che, col pretesto della perfetta giustizia e parità sociale, non hanno esitato a sacrificare l’economia, il lavoro e le pensioni, ma anche la verità, la coerenza, il buon senso, la compatibilità economica e la stessa giustizia sociale.

[...]

L’Accademia degli Inventori […] ebbe una grande influenza sulla vita politica del paese, che ugualmente si ispirava al principio […] dell’assoluta superiorità delle funzioni intellettuali superiori. Con la conseguenza che tutto quello che era semplice esperienza quotidiana, pratica concretezza, comune e prosaico buon senso, era bandito e socialmente condannato.

Certo, ancora nessuna di quelle interessanti ricerche era arrivata a conclusione, e il risultato per il momento erano le campagne mal coltivate, le case in rovina e la gente priva di cibo e vestiario, ma alla fine esse avrebbero risolto brillantemente tutti i problemi, e nessuno sarebbe stato più costretto a lavorare e preoccuparsi.

L’Accademia, anche se non aveva ancora prodotto risultati utili, era comunque riuscita a conquistarsi un vasto consenso popolare, perché la gente era allettata dalla prospettiva di ottenere facilmente qualsiasi cosa senza dover lavorare.

Anzi nell’opinione pubblica era montata una vera e propria ostilità nei confronti di tutti coloro che, non condividendo la filosofia dell’Accademia, continuavano a fare affidamento sulle tradizionali occupazioni, sul comune buon senso e sulle soluzioni consolidate e sperimentate. Chi si comportava così era considerato rozzo e ignorante e non al passo con i tempi, e veniva accusato di opporsi al progresso. In più era considerato antisociale ed egoista, perché anteponeva un vantaggio privato ed immediato al benessere futuro di tutta la società.

Come ben riferisce Gulliver, quei pochi che ancora rimanevano attaccati alle idee del passato, avevano case belle e ben costruite, campi ben coltivati e ricchi di ogni ben di Dio, cosa che contrastava vivamente con lo stato del resto degli abitanti, ridotti praticamente alla fame. Ed erano loro che mandavano avanti tutto quello che nel paese ancora funzionava.

Ma non godevano per questo della riconoscenza della gente: anzi, erano particolarmente malvoluti! Perché, alla convinzione che stavano ostacolando il progresso che avrebbe reso felice l’umanità, si aggiungeva una profonda e rancorosa invidia per la loro florida situazione economica.

Per questo erano emarginati dalla società, costretti a rimanere nell’ombra e a giustificarsi, e a starsene lontani dalla vita di corte. Se ancora potevano resistere al conformismo generale e all’odio diffuso nei loro confronti, era solo perché fra di loro c’era anche un parente stretto del re, che pur essendo molto malvisto, non poteva essere toccato.

Gulliver descrive con dovizia di particolari l’ospitalità ricevuta da questa importante personalità che lui chiama, assegnandole un improbabile titolo anglosassone, “Lord Munodi” (altro nome italiano!). (Da “I viaggi di Gulliver” - N. 6) Questo personaggio è probabilmente da individuarsi nell’odiatissimo conte Berluscus che, pur essendo tra i più ricchi del paese, forse proprio per questo raramente viene ricordato nelle cronache dell’epoca. Non si sa come sia finita l’Accademia. Forse è stato Napoleone a farla chiudere quando ha occupato i domini continentali dei Savoia nel 1798. Ma è anche possibile che questa importante istituzione avesse cessato la propria attività ancora prima, a causa della totale mancanza di risultati. E anche del dirigibile da allora non si è saputo più nulla.

[...]

Non ci potrebbe essere dimostrazione migliore che il bizzarro paese di Balnibarbi, dove gli intellettuali fanno disinformazione, i progressisti fanno arretrare la società, i difensori dello stato sociale hanno perpetrato i più colossali furti a danno delle categorie più deboli, i sindacati indicono scioperi contro la riduzione delle tasse e fanno aumentare disoccupazione e lavoro nero, gli ambientalisti non sono interessati alle soluzioni per l’ambiente e i pacifisti proteggono i regimi più sanguinari e guerrafondai del pianeta, il paese insomma in cui tutto funziona alla rovescio, è sicuramente l’Italia.”

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