Sara Taricani

Portami il girasole ch’io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Occhi aperti /8

Posted on | Settembre 1, 2007 |

TRATTO da: EcoIstitutoAbruzzo del 1/9

Il presidente dell’Ato e dell’Aca respingono la mozione di sfiducia

Dimissioni? Nemmeno per sogno.

Il consiglio comunale che giovedì - in modo unanime e trasversale - ha chiesto la testa dei vertici di Aca e Ato di fatto rimarrà inascoltato.

Lo dice a chiare lettere Giorgio D’Ambrosio, che ieri all’assemblea dell’Ato s’è visto consegnare una mozione di sfiducia presentata dal sindaco di Montesilvano, Lello Cordoma e sottoscritta da altri sei sindaci.

[...]

S’alza dunque da più parti la richiesta di dimissioni per i vertici del “partito dell’acqua”.

L’Ato, tra l’altro, rinnova il cda il 9 settembre: tutto sta a vedere se l’opposizione avrà o meno la forza di scalzare la dirigenza.

Intanto ieri D’Ambrosio ha risposto picche: «Non ho nessuna intenzione di dimettermi - dice -, perché ho sempre agito con grande responsabilità e impegno. Bisogna individuare altrove le responsabilità della crisi idrica, io ho la coscienza a posto perché l’acqua che abbiamo bevuto e che beviamo tuttora è buona, come hanno sempre confermato gli enti preposti».

Sulla stessa posizione è Bruno Catena, presidente dell’Aca: «Se i soci riterranno di revocare il mio mandato mi dimetterò ma non certo per la crisi idrica di questo mese. Ritengo di aver agito in modo ineccepibile - sottolinea Catena -. Ho chiuso il bilancio 2006 in attivo e nei due anni della mia gestione non ci sono state assunzioni, né consulenze. Sono più che convinto che l’azienda sotto la mia guida abbia lavorato bene».

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