Sara Taricani

Portami il girasole ch'io lo trapianti nel mio terreno bruciato dal salino…

Occhi aperti /4

Posted on | Agosto 31, 2007 |

TRATTO DA: EcoIstitutoAbruzzo del 31/08

Acquisiti documenti dalla Forestale. Catena svela le ultime analisi dell’acqua - A Bussi è stata aperta la nuova falda che eroga 130 litri al secondo - Goio diserta la prima riunione della commissione d’inchiesta
Decolla l’inchiesta sui pozzi inquinati di Castiglione a Casauria. [...]

Ieri, è stata una giornata «clou» per l’acqua, che continua a mancare, dopo 28 giorni, a migliaia di famiglie.
In mattinata, l’Aca ha diffuso le ultime analisi dell’Arta che indicano un abbassamento dei valori delle sostanze chimiche sospette nei pozzi di Castiglione a Casauria.
E’ stato poi dato il via all’apertura del nuovo pozzo di Bussi che eroga 130 litri al secondo.
Nelle stesse ore, a L’Aquila, si è riunita per la prima volta la commissione d’inchiesta regionale.
Poi nel pomeriggio, a Pescara, l’affollatissimo consiglio comunale dei veleni.

LE ULTIME ANALISI.
Il presidente dell’Aca, Bruno Catena, da settimane nell’occhio del ciclone per i pozzi inquinati di Castiglione, è uscito allo scoperto per difendersi.
Ha convocato una conferenza stampa per annunciare che il pozzo numero 4, riaperto sabato scorso dall’azienda acquedottistica, ha fatto registrare finalmente dei dati favorevoli nelle ultime analisi.
Catena ha sostenuto che l’acqua erogata fino ad oggi è sempre stata potabile.
[...] Favorevoli anche i risultati dei controlli negli altri pozzi.
[...] A detta del presidente - che ha presentato in Comune un dossier con analisi e documenti dal 2004 a oggi - ci sono stati in passato solo sporadici superamenti dei limiti di alcune sostanze chimiche ma questo non avrebbe pregiudicato la qualità dell’acqua.
Per questo, Catena ha contestato la decisione del commissario straordinario del Bacino Aterno-Pescara, Adriano Goio, di chiudere il 3 agosto scorso i pozzi e ha espresso forti dubbi sulle analisi del Wwf del 30 maggio scorso che indicavano valori record di sostanze pericolose nell’acqua delle case e nelle fontane pubbliche.
Gli esami del 23 agosto scorso dell’Arta, sempre al pozzo 4, il tetracloruro dopo la filtrazione era a 4,4 microgrammi, cioè 0,4 in più del limite per la potabilità fissato dall’Oms.

IL DOCUMENTO RISERVATO.
Proprio nel giorno in cui l’Aca ha diffuso le nuove analisi favorevoli dei pozzi, il Wwf è venuto in possesso di un documento riservato.
Si tratta di una relazione inviata alla Regione e al prefetto, di una riunione top secret, svoltasi nel marzo di quest’anno, in cui i tecnici avvertirono che era azzardato usare l’acqua prelevata dai pozzi di Castiglione per fini potabili.

APERTO IL NUOVO POZZO.
Da ieri mattina, nell’acquedotto Giardino vengono immessi 130 litri al secondo in più.
Il commissario Goio, dopo aver ricevuto il parere favorevole della Asl, ha dato il via libera all’apertura del nuovo pozzo di Bussi.
Mercoledì scorso, i tecnici hanno provveduto a installare un cloratore per eliminare i colibatteri riscontrati nell’acqua dall’Arta.
L’assessore regionale, Mimmo Srour, ha preannunciato l’apertura anche di un secondo pozzo, sempre a Bussi, entro la prossima settimana.
«In questo modo» ha rivelato «potremo chiudere subito i pozzi di Castiglione a Casauria».

LA COMMISSIONE.
Si è aperta con uno scontro la prima riunione della commissione d’inchiesta regionale convocata dal presidente, Paolo Tancredi, per parlare della crisi idrica che ha colpito da un mese l’area metropolitana Pescara-Chieti.
La seduta si è svolta con un confronto serrato tra l’assessore, Srour e il presidente dell’Ato, Giorgio D’Ambrosio. Assente il commissario, Goio.
[...] L’assessore ha confermato che provvederà all’immediata chiusura dei pozzi di Campo Sant’Angelo, a Castiglione a Casauria. Ma il presidente dell’Ato ha detto di essere contrario. [...] «perchè altrimenti l’ente gestore non riuscirebbe a fronteggiare la carenza idrica dovuta alla siccità».
L’assessore ha poi affrontato il problema delle perdite dell’acquedotto.
Nella sua relazione, ha parlato di un quantitativo sulla carta di 8.000 litri al secondo, cioè 531 litri pro capite. Ma in realtà ogni cittadino può disporre di 300 litri.
«Il motivo di questa riduzione» ha osservato Srour «è certamente la forte dispersione delle reti».
[...] Tancredi ha ricordato, in proposito, «che ci sono a disposizione 250 milioni di euro di fondi Cipe non utilizzati per fare nuovi investimenti».

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