Torna alla ribalta la questione dei mammoni italici con la cronaca di questi giorni. A Catania un uomo di 60 anni è stato punito dalla madre per il suo comportamento irriguardoso nello stesso modo in cui si punirebbe un figlio adolescente: togliendo paghetta e chiavi di casa. E proprio in questa equazione adulto = adolescente risiede la comicità e la drammaticità del fatto. Facendo le dovute distinzioni e tralasciando i casi in cui le ristrettezze economiche influenzano la scelta di restare nella casa d’origine, oggi i rapporti tra figli e genitori si sono ammorbiditi rispetto al passato duro e patriarcale, per questo la famiglia non è più la prigione da cui scappare per vivere appieno la vita, ma è un piccolo regno feudale che dà sostentamento al suo principe. Così, secondo studi sociologici, la famiglia si pone in una posizione debole, di assecondamento, che causa nei figli crisi d’identità e lo sviluppo di un temperamento pigro.
Illuminante la psicoterapeuta Anna Pandolfi:
“Questi bambini di 30 anni in realtà alcune attenuanti le hanno. Innanzitutto la struttura della scuola e dell’università… Si finisce il ciclo di studi a 24-25 anni… i ragazzi, mancando campus e alloggi universitari, fino a quell’età vivono in famiglia… Anche la difficoltà di trovare lavoro e la mancanza di fatto di un’ edilizia popolare giocano un ruolo decisivo… per molti giovani questa incertezza porta a ritardare scelte definitive e a cercare rifugio nella famiglia, ma alla fine diventa anche una scelta: quella di piegarsi alle circostanze. Il risultato? L’ esaurimento della famiglia stessa, che non si rinnova. Questi mammoni, infatti, una volta che se ne vanno di casa e si sposano, non riescono a tagliare il cordone ombelicale che li ha alimentati per anni. E i genitori, così abituati a far parte della vita del figlio, si inseriscono nel matrimonio, nelle piccole e grandi cose.”
Ma ancora più illuminanti le parole di Vincenzo Olivieri, un comico pescarese il cui cavallo di battaglia è proprio la critica dei costumi, le trascrivo in italiano comunque potete divertirvi con il video:
“E questi vanno a casa a dormire alle due (p.m.) ché sono stanchi e lo possono fare sì, perché chi gli apre la porta oggi a casa se vogliono dormire? La mamma di oggi, quella è la tragedia, le mamme di oggi, che apre la porta e dice: Oddio tesoro, oddio quanto sei bello, ho fatto un capolavoro comunque… ti sei stancato? Vuoi dormire tesoro? Vieni qua, vieni vieni, addormentati sul lettuccio chè la mamma ti ha comprato pure il Pinguino così stai bello fresco… dopo stasera la mamma verso le nove ti chiama, ti faccio una bella bistecca al sangue, ti fai una bella doccia, così vai in discoteca bello fresco, dovessi svenire sopra quel c…o di cubo! Oh per la miseria… e poi escono gli articoli sui giornali che oggi a 30 anni i ragazzi NON SE NE VOGLIONO ANDARE DI CASA!! E grazie al c…o eheh!! Serviti e riveriti!! È vero o no eh? Anche noi l’avremmo fatto se potevamo, però non potevamo no, perché il padre nostro non stava in cielo, stava in terra e faceva pure paura e se oggi i bambini fanno ohh, nostro padre faceva UEEEE’ e quando il padre faceva Uè a noi ci si rattrappivano tutte le cellule, capito, le cellule della crescita a noi non si moltiplicavano, si dividevano, per la paura… noi camminavano così, come i ratti, muro a muro così, meno ti facevi vedere meglio era, quando dovevi chiedere qualcosa a tuo padre sembrava il dialogo fra Polifemo e Ulisse… papà?… CHE C’EEE’?”

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