Svalutation
Posted on | luglio 5, 2007 | 6 Comments
Tempo fa, navigando navigando, mi sono imbattuta in un concorso destinato apparentemente alla valorizzazione del contributo femminile nell’ambito del web e del webdesign. Questa iniziativa, Donna è Web, che dal mio punto di vista ha di per sé poco senso rivolgendosi a una categoria talmente flessibile e aperta com’è quella dell’IT, ha avuto già luogo a maggio, ma gli strascichi che ne sono derivati si sono protratti fino a poco tempo fa.
Come si può notare, ogni lavoro premiato è accompagnato dalle lodi euforiche di una giuria variamente composita, tuttavia se si cerca un riscontro tra il giudizio e la creazione web più di una volta si resta delusi.
Infatti non si capisce bene perché in certe occasioni si premiano i contenuti, in altre il layout accattivante e interattivo, in altre addirittura la crescita professionale di qualche webdesigner familiare … Mi sembra abbastanza ovvio che un concorso di web dovrebbe giudicare un lavoro per la sua totalità, per il modo in cui colpisce visivamente e nello stesso tempo veicola la comunicazione, per l’usabilità, la fruibilità e l’accessibilità. Certamente è una questione complessa, ma se, come me, anche voi iniziate a sbirciare tra i siti che hanno vinto le varie categorie troverete lavori modesti non propriamente da premio dell’anno, mentre la più talentuosa, Manuela Sechi, forse avrebbe meritato un riconoscimento più alto.
A premiazioni ultimate si sono levate diverse critiche, com’era prevedibile, dato che effettivamente i criteri adottati sembrano piuttosto nebulosi, per non dire parziali.
Quello che però mi ha impressionato di più e che mi ha spinto a riparlarne qui sul blog non è tanto l’opacità del giudizio, che pure va a ledere l’immagine del concorso, quanto il fatto gravissimo che il sito vincitore del primo premio è una rielaborazione di un template, e il sito vincitore della categoria Impresa e Marketing è il fratello gemello di un template acquistabile su templatemonster.com. Se volete gustare il sarcasmo del post di denuncia che ho scoperto cliccate qui.
Posto che il concorso, come ho detto all’inizio, abbia poco senso per il suo carattere inutilmente esclusivo, ci si aspetterebbe che chi partecipa, dovendo mettersi in discussione in virtù almeno della competizione, dia il meglio di sé per dare prestigio sia al lavoro personale, sia alla categoria professionale di appartenenza, sia all’immagine commerciale del cliente. Invece con una fermezza straordinaria alcuni scelgono la via del masochismo e si lanciano nel coraggioso deprezzamento della loro credibilità firmando le loro furbate. La domanda che mi sono posta dopo essermi ripresa dalla delusione è : Ma c’è forse una segreta soddisfazione che io non riesco a cogliere nel mettere in piedi una farsa del genere? E poi, com’è possibile che una giuria di esperti di web a tutti i livelli abbia accordato la propria preferenza a dei template? Riprendo le parole di un commento simpaticissimo: “E’ come se ad un concorso di torte premiassi la concorrente che arriva con la torta pronta Buitoni su cui poi passa uno strato di panna e un paio di candeline colorate.” (#39)
Più che una farsa una barzelletta…
Tags: comunicazione > concorso > critiche > denuncia > designerblog > DonnaèWeb > Italia > template > web > webdesign
Comments
6 commenti to “Svalutation”
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luglio 5th, 2007 @ 12:49
Effettivamente è stata davvero una farsa, ho visto i siti che hai segnalato e, se mi fossi trovato al posto dei vincitori, avrei riconsegnato il premio e detto: “Scusate, abbiamo scherzato”.
Avranno sperato di passare inosservati ma… le bugie hanno le gambe corte…
Brava Sara, bel post!
luglio 5th, 2007 @ 13:10
Secondo voi è un caso che il premio si chiami “Donna è web 2007″?
luglio 5th, 2007 @ 13:19
@Il Nemico: ciao caro, ti faccio presente che è stata però una web agency al MASCHILE ad acquistare il template da monster… infatti ho scritto nel post “alcuni scelgono la via…” uomini e donne… non si salva nessuno
luglio 5th, 2007 @ 14:13
Ciao, sono l’autore dell’articolo che nomini su DesignerBlog.
Um piccolo particolare in più (anche per il “nemico” qua sopra): l’ormai infelicemente celebre sito della pizzeria è stato fatto da UN designer, uomo quindi, che mi ha contattato molto stupito adducendo svariate scuse/motivazioni al suo lavoro palesemente preso da un template che lui ritiene essergli stato rubato da template monster…
Il premio quel sito lo ha vinto non il designer in questione, ma la proprietaria della pizzeria: premiata per la migliore iniziativa imprenditoriale.
Inutile dire (o ridire) che se la miglior iniziativa imprenditoriale sul web al femminile dell’anno è farsi fare per immagino due lire un sitarello preso da un template.. siamo messi male.
Poi la giuria ci ha anche ricamato sopra un po’ inventandosi che ci si può comprare la pizza.. cosa falsa, c’è solo un form per prenotare la pizzeria che ho provato ad usare: non mi ha risposto nessuno, probabilmente neanche va.
Insomma una farsa bella e buona che, se me lo chiedete, è stata messa in piedi solo per accaparrarsi i finanziamenti europei sulla valorizzazione del lavoro femminile da quei furboni del Premio Web Italia, altra farsa, ma di scala più grande.
Dal canto mio non manco di fare notare la cosa su DesignerBlog che nonostante sia un blog molto grande e seguito per fortuna mi lascia esprimere liberamente la verità su questo gruppo di furbetti.
saluti e buon lavoro, bell’articolo quello sopra.
luglio 6th, 2007 @ 11:48
Non a caso ci sono svariati loghi tra cui: Provincia di Lucca, Comune di Viareggio e svariati altri siti istituzionali.
Soldi, soldi, soldi…
luglio 24th, 2007 @ 17:53
[...] crisi epilettiche. Vi lascio alle parole di Antonio Moro che già una volta mi ha ispirato nel post Svalutation e in questo specifico caso si lancia in un post appassionato, analizzando acutamente questo scempio [...]